Nel pomeriggio del 14 giugno i Carabinieri sono intervenuti in un’abitazione di Sant’Ilario d’Enza dopo la chiamata di un figlio preoccupato per la madre. L’arrivo dei militari della Sezione Radiomobile di Reggio Emilia e della Stazione di Bibbiano ha fatto emergere una scena di forte alterazione e danni materiali in casa: il comportamento dell’uomo ha reso necessario l’arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
L’operazione, condotta nel territorio del Reggianosi è svolta con l’ausilio delle forze dell’ordine locali che hanno proceduto con le verifiche di rito e il trasporto del fermato presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia. La vicenda ha poi assunto rilievo giudiziario con il coinvolgimento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emiliaguidata dal Procuratore Calogero Gaetano Paciche coordinerà le fasi successive dell’inchiesta.
Intervento dei Carabinieri e dinamica dell’episodio del 14 giugno
Al loro arrivo i militari hanno trovato il 51enne in evidente stato di alterazione psicofisica, secondo quanto accertato dagli operatori, dovuta all’abuso di alcol e con probabile assunzione di stupefacenti. In quell’episodio l’uomo, dopo aver richiesto del denaro anche tramite messaggi alla moglie, si sarebbe scatenato contro gli arredi domestici: sono stati riscontrati danni alla porta della cucinaalla maniglia di un corridoioal televisore e al letto matrimoniale.
Ferita alla donna e elemento aggravante
Durante l’aggressione l’uomo ha lanciato una sedia che ha colpito la moglie, provocandole vistose ecchimosi al braccio. La sedia stessa è stata rinvenuta dai Carabinieri completamente distrutta. Questi elementi hanno motivato l’arresto in flagranza e il trasferimento del soggetto presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Pattern di violenza emergente dalle indagini: tre anni di abusi
Dalle successive attività investigative è emerso che il fatto del 14 giugno non era isolato: i militari hanno ricostruito un percorso di maltrattamenti fisici e psicologici protrattisi per circa tre anni. Le aggressioni, che includevano schiaffi e calci, si verificavano con frequenza soprattutto nei fine settimana, spesso in concomitanza con il rientro dell’uomo dal lavoro.
Pregressi interventi e denunce
La vittima, spiegano gli inquirenti, aveva in passato segnalato episodi alle forze dell’ordine: risulta un intervento dei Carabinieri nel 2026 per minacce di morte e una denuncia presentata nel 2018. Nonostante questi precedenti, la donna non aveva continuato a denunciare regolarmente per timore di ritorsioni, una circostanza che gli investigatori hanno considerato nel quadro probatorio.
Il caso, per la sua gravità e per il rischio di reiterazione del reatoè passato sotto la responsabilità della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia. Il Procur
