Due momenti distinti di tensione sono emersi a Bologna nei giorni di metà giugno: un confronto acceso tra studenti e residenti è degenerato fino a un episodio di violenza fisica in Piazza Verdimentre una voce istituzionale ha invitato le parti a ricercare punti di contatto. Gli eventi coinvolgono il Collettivo universitario autonomo (Cua)il gruppo nato come Piazza Verdi Collettivaresidenti organizzati in comitati di zona e il bar La Scuderiapromotore di una rassegna nello spazio pubblico. Le date che caratterizzano la vicenda sono il 16 giugno 2026 e il 18 giugno 2026con episodi avvenuti durante un’assemblea e un evento di apertura della rassegna.
Aggressione e scontri avvenuti il 16 giugno 2026 vicino al civico 36 di via Zamboni
Nel pomeriggio del 16 giugno 2026 un gruppo di attivisti del Cua ha lasciato il cortile del civico 36 di via Zambonidove si era svolta un’assemblea pubblica del comitato Piazza Verdi Collettivae ha raggiunto un incontro all’aperto organizzato dal bar La Scuderia. Tra i partecipanti alla discussione nella piazza c’erano anche rappresentanti del comitato dei residenti e figure politiche locali. Secondo quanto ricostruito, dopo insulti reciproci lo scontro è degenerato in contatto fisico quando Loris Folegattiex presidente di quartiere, ha schiaffeggiato un’attivista del Cua; a sua volta Folegatti è stato colpito da un pugno che gli ha provocato un taglio sul sopracciglio e lo ha costretto a recarsi al pronto soccorso.
Presenze e clima prima dello scontro
All’incontro nella piazza partecipavano anche esponenti locali come Matteo Di Benedetto e Giovanni Faviae il confronto era iniziato con l’uso di microfoni e casse da parte degli attivisti per interrompere la manifestazione dei residenti. L’escalation ha mostrato come la discussione sul ruolo delle attività commerciali nello spazio pubblico, la cosiddetta «tavolinizzazione» della piazza universitaria, abbia creato tensioni tra chi sostiene la presenza di eventi e chi rivendica un uso libero e autogestito della piazza.
Reazioni istituzionali e appello del cardinale il 18 giugno 2026
Nei giorni successivi all’episodio il dibattito si è allargato e sono arrivate prese di posizione dalle istituzioni cittadine. L’assessora alla Sicurezza ha espresso solidarietà alla figura aggredita, ribadendo che «Solidarietà a Loris Folegatti. In queste settimane abbiamo ribadito più volte che la piazza è aperta a tutti e ad accesso libero. È gravissimo che qualcuno aggredisca fisicamente altre persone durante un’assemblea pubblica organizzata proprio perché le diverse posizioni avessero voce», richiamando l’importanza del rispetto delle regole durante le iniziative pubbliche.
Il 18 giugno 2026 il cardinale e arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppiè intervenuto sulla vicenda con un invito alla riconciliazione: «Cerchiamo di trovare tutto quello che unisce», ha affermato a margine di un evento di Estate Ragazzisottolineando come la violenza comprometta il dialogo. Zuppi ha inoltre richiamato l’importanza di individuare e rispettare norme condivise per la convivenza civile: «Trovare le regole e anche rispettarle. Le regole per imparare a vivere bene il magnifico gioco della vita. La violenza, invece, lo rovina», ha detto.
Registri e implicazioni per l’uso degli spazi pubblici
L’episodio ha messo sotto i riflettori questioni pratiche e normative relative all’uso degli spazi urbani: da un lato le iniziative culturali e commerciali che richiedono autorizzazioni e collaborazioni con Comune e Universitàdall’altro le istanze degli studenti che chiedono libertà di accesso e autogestione della piazza. Il conflitto ha avuto risvolti anche in termini di ordine pubblico e immagine della vita sociale universitaria, viste le dimostrazioni e le assemblee che si sono susseguite.
La vicenda restituisce uno spaccato delle tensioni tra gruppi con visioni differenti sullo stesso spazio urbano: da un lato chi promuove attività strutturate con palco e piante in vaso, dall’altro chi invoca la conservazione di un luogo pubblico come area aperta e autogestita. Le dichiarazioni delle autorità e l’appello al dialogo del cardinale lasciano aperta la discussione su come ridurre la conflittualità e regolare la convivenza nelle aree a forte presenza studentesca come Piazza Verdi.



