Le immagini realizzate da Alleanza Verdi Sinistra e Possibile hanno riportato l’attenzione sulla sede del centro sociale La Resistenza a Ferrara, fotografando una struttura che secondo i denuncianti versa nell’abbandono e nel degrado. Le accuse puntano il dito contro l’Amministrazione Comunale ritenuta responsabile di scelte che hanno determinato la perdita di uno spazio di ritrovo e di natura culturale per il quartiere.
Dal punto di vista della comunità che frequentava la sede, La Resistenza non era solo un edificio: era un presidio sociale dove persone di età diverse si incontravano, producevano e fruivano attività culturali, o semplicemente si tenevano compagnia giocando a carte e parlando. Le fotografie vogliono documentare e raccontare questo passaggio dall’uso condiviso alla condizione attuale.
Le tappe della controversia sulla gestione dell’immobile
Secondo quanto segnalato da Avs e Possibile, la vicenda ha attraversato fasi precise: in primo luogo sarebbe stata allontanata l’associazione che gestiva lo spazio; in seguito il Comune, sempre secondo i denuncianti, avrebbe ostacolato un accordo per un piano di ristrutturazione dell’immobile e infine inserito lo stabile «nell’elenco dei beni da alienare». Queste mosse costituiscono, per i promotori delle fotografie, la premessa che ha portato alla situazione di degrado visibile oggi.
Le conseguenze pratiche sul territorio
Il quadro descritto non riguarda solo la perdita di un luogo di aggregazione: i residenti segnalano problemi concreti legati alla mancata manutenzione. Tra gli episodi citati c’è quello dell’«ultimo forte temporale» che avrebbe provocato il crollo di un grosso ramo, rimasto per settimane a ostruire l’entrata e la vista dell’edificio. A questo si aggiungono osservazioni sul proliferare di animali indesiderati, come topi e bisce, in un’area che si trova a pochi passi dalla scuola Guarini.
La biblioteca dedicata a Stefano Tassinari e il suo stato
L’edificio ospita anche una biblioteca intitolata allo scrittore e giornalista Stefano Tassinari. I promotori delle denunce evidenziano che il patrimonio librario è «ormai inutilmente inserito nel sistema bibliotecario provinciale» e che la biblioteca stessa è «abbandonata a sé stessa». Questa definizione sottolinea il paradosso di un patrimonio culturale formalmente riconosciuto e catalogato, ma nella pratica privo di cura e di fruizione adeguata.
La condizione della biblioteca solleva questioni concrete sulla gestione degli spazi pubblici e sulla tutela delle risorse culturali locali: libro e raccolte possono essere formalmente disponibili nel sistema, ma se una sede non viene mantenuta e promossa, la fruizione reale ne risulta però compromessa.
Le richieste di Avs e Possibile e il giudizio sull’amministrazione
Per Alleanza Verdi Sinistra e Possibile la soluzione più ragionevole sarebbe il ritorno sui passi compiuti: ovvero la rimozione di La Resistenza dall’elenco dei beni pubblici alienabili e la definizione di un piano che restituisca la struttura all’associazione che la gestiva, mantenendone la funzione sociale che ha svolto per decenni. Si tratta di una proposta che punta a ripristinare sia la vocazione sociale dello spazio sia la sua manutenzione.
Tuttavia i denuncianti non nutrono molte speranze rispetto all’attuale corso politico-amministrativo: definiscono l’approccio dell’Amministrazione Comunale come incline a «scegliere sempre la via più facile e quella meno efficace», esprimendo così una critica netta sul metodo decisionale che avrebbe portato allo stato attuale.
Nel racconto complessivo, la vicenda tocca aspetti urbanistici, culturali e sociali: dalle scelte amministrative formali (inserimento nei beni da alienare) agli effetti pratici sul tessuto di quartiere (perdita di uno spazio di aggregazione, problemi di manutenzione e sicurezza), fino alla marginalizzazione di una biblioteca dedicata a una figura locale come Stefano Tassinari. Le fotografie e le segnalazioni hanno lo scopo di tenere viva l’attenzione su questi elementi e di sollecitare un confronto pubblico sui provvedimenti presi e sulle alternative percorribili.



