Il territorio dell’area bolognese è stato segnato da due lutti legati al lavoro. Il caso principale riguarda un operaio di 55 anni residente a Faenza, che è caduto dal tetto di un’azienda meccanica in via Serraglio a Imola. L’incidente è avvenuto nella mattinata e, nonostante l’intervento dei soccorsi e il trasporto in elicottero al Maggiore l’uomo è deceduto. La notizia del decesso è stata confermata dalle organizzazioni sindacali che hanno reagito proclamando misure di protesta sul territorio.
La reazione sindacale a Imola e misure di protesta
Le segreterie territoriali di FimFiom e Uilm con l’appoggio confederale di CgilCisl e Uil hanno annunciato lo sciopero generale unitario di 8 ore o di intero turno di lavoro per venerdì 26. Per quella mattina è stato anche organizzato un presidio pubblico: dalle ore 9 alle 11 è previsto un sit-in tra via Serraglio e Via Romagnoli. Agli edili ha aderito anche la Fillea Cgil che ha sottolineato l’importanza della partecipazione dei lavoratori del comparto.
I sindacati hanno motivato lo stop con una nota che richiama l’urgenza di interventi concreti: «Questo sciopero è un atto di protesta necessario per dire ‘basta’», insiste il comunicato, che chiede inoltre «più controlli e ispezioni nei luoghi di lavoro e nei cantieri», investimenti nella formazione e nella prevenzione, il blocco delle catene di subappalto e sanzioni severe per chi non rispetta le norme del testo unico sulla sicurezza.
Presidio e partecipazione
La concentrazione tra via Serraglio e Via Romagnoli è pensata come momento pubblico per richiamare l’attenzione sugli standard di sicurezza e per chiedere risposte immediate dalle istituzioni e dalle imprese locali. La presenza di rappresentanze metalmeccaniche e edili evidenzia la volontà di mobilitazione trasversale su temi che incidono su diversi settori produttivi.
Accertamenti dell’Azienda USL di Imola e posizione tecnica
L’Azienda USL di Imola attraverso il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, è impegnata negli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e valutare eventuali responsabilità. Al momento non è stato disposto il sequestro dell’area: secondo quanto comunicato, «gli elementi tecnici essenziali relativi alla dinamica dell’infortunio risultano già ricostruibili» e non sono state rilevate condizioni di pericolo attuale per le persone che stanno operando sul sito, che utilizzano le previste misure di sicurezza, compresi i sistemi di protezione anticaduta.
Questa attività ispettiva ha lo scopo di chiarire eventuali responsabilità amministrative o penali e di verificare il rispetto delle procedure operative e delle misure di prevenzione previste per lavori in quota. Le autorità competenti continueranno a monitorare il sito per garantire che le attività riprendano in condizioni di sicurezza e per predisporre eventuali provvedimenti.
Secondo incidente mortale a Castiglione dei Pepoli
In parallelo al caso di Imola, un altro episodio drammatico si è verificato sull’Appennino: a Castiglione dei Pepoli ha perso la vita l’imprenditore agricolo Sergio Milani di 59 anni. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo è rimasto intrappolato in un macchinario agricolo mentre era all’interno della sua azienda, in una località della zona. I soccorsi, allertati dai familiari, non hanno potuto evitare l’esito fatale.
Per il caso di Milani sono in corso gli accertamenti da parte dei Carabinieri e degli operatori intervenuti, compresi i vigili del fuoco e il personale sanitario, per chiarire la dinamica dell’incidente. Questo secondo lutto sul lavoro nella regione rafforza le richieste sindacali di maggiore prevenzione e controllo, e riporta al centro del dibattito pubblico la tutela dei lavoratori nei diversi settori produttivi.
Il sindaco di Imola, Marco Panieri ha commentato l’accaduto rimarcando la necessità di un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e rappresentanze: «La tutela della vita di chi lavora è un dovere assoluto che non ammette deroghe», ha affermato, invitando tutti i soggetti del territorio a collaborare per rafforzare la cultura della prevenzione e il rispetto delle misure di protezione.
La sequenza di questi episodi ha aperto un confronto pubblico su controlli, formazione e responsabilità nelle attività produttive e agricole del territorio. Le mobilitazioni previste e le indagini in corso saranno elementi chiave per gli sviluppi futuri e per eventuali interventi normativi e ispettivi mirati a evitare il ripetersi di tragedie sul lavoro.



