La polemica politica su come siano state gestite le assegnazioni abitative per le persone sgomberate dal Grattacielo di Ferrara è tornata al centro del dibattito nelle scorse settimane. L’acceso scambio ha avuto come protagoniste la consigliera Anna Zonari, che guida il gruppo de La Comune di Ferrara e l’assessora Cristina Coletti, impegnata a spiegare lo stato delle verifiche avviate dai servizi comunali e dall’Asp.
La questione nasce dalla necessità di sapere quanti nuclei familiari sfollati abbiano ottenuto una soluzione abitativa temporanea tra gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) a seguito degli accertamenti sociali. Nel corso del question time l’assessora ha ricostruito il percorso istruttorio, mentre Zonari ha duramente criticato i tempi e le scelte dell’amministrazione.
La ricostruzione dell’assessora Cristina Coletti sul procedimento
Secondo quanto esposto dall’assessora, le domande e le segnalazioni ricevute sono state inoltrate all’Asp per gli approfondimenti necessari, e il procedimento si trova ancora in fase istruttoria. Coletti ha precisato che sono in corso la predisposizione di relazioni sociali utili a delineare il quadro delle diverse situazioni e le verifiche sulle disponibilità abitative compatibili con le esigenze dei nuclei interessati, sottolineando che l’amministrazione segue l’evolversi dei casi in raccordo con i servizi competenti.
Nel descrivere il lavoro in corso, l’assessora ha insistito sulla necessità di rispettare le procedure previste e ha evidenziato il ruolo dell’Asp nelle valutazioni tecniche che precedono eventuali assegnazioni temporanee di alloggi di Erp.
La replica netta di Anna Zonari e le accuse al Comune
La consigliera Zonari ha risposto con toni duri, ricordando che “Sono passati cinque mesi dallo sgombero.” e contestando il fatto che l’articolo 3 del regolamento Acer non richiederebbe la presentazione di una domanda da parte degli interessati. Zonari ha spiegato che, secondo la sua lettura del regolamento, l’assegnazione dovrebbe essere disposta dal dirigente sulla base della valutazione dei servizi sociali, senza attendere iniziative formali da parte delle persone coinvolte.
Zonari ha poi portato esempi concreti per sottolineare le conseguenze dei ritardi: da domani una trentina di persone ospitate nella struttura di San Bartolo rischiano di rimanere senza una soluzione abitativa alternativa, perché — a suo avviso — in cinque mesi non sono state adottate le misure necessarie e non è stato stanziato alcun fondo apposito per la struttura.
Numeri e responsabilità
La consigliera ha anche affermato che circa cento persone avrebbero presentato domanda in modo autonomo, “non perché i servizi sociali abbiano attivato la procedura prevista dal regolamento”. Per Zonari, questo spiegherebbe perché i colloqui di valutazione siano stati avviati solo ora. Nel suo intervento ha aggiunto parole molto dure rivolte all’amministrazione: “È una scelta politica, lucida e consapevole.“; “È un comportamento di cui dovreste vergognarvi.“; “Fa gelare il sangue“.
La tensione tra le dichiarazioni ufficiali dell’assessorato e la lettura critica dell’opposizione resta quindi alta, con elementi concreti sul tavolo quali i numeri dei nuclei coinvolti, la collocazione temporanea a San Bartolo e la modalità di avvio delle verifiche da parte dell’Asp.
Implicazioni amministrative e sociale per Ferrara
Il confronto evidenzia una questione pratica che tocca aspetti amministrativi e umanitari: la corretta applicazione del regolamento Acer nei casi straordinari e la necessità di accelerare valutazioni che incidono sulla vita quotidiana di famiglie e persone sgomberate. La disputa politica pone al centro il rapporto tra procedure formali e interventi diretti dei servizi sociali, nonché la responsabilità politica nella gestione delle emergenze abitative.
Restano da chiarire i tempi effettivi delle assegnazioni e le azioni che il Comune intenderà adottare per evitare situazioni di fragilità abitativa, soprattutto alla luce delle segnalazioni riguardanti la struttura di San Bartolo e il numero di persone coinvolte.
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