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Chiusura della piscina Ortignola: cosa è successo e quali sono le conseguenze per famiglie e atleti

La riconsegna della piscina Gualandi alla proprietà Ortignola s.r.l. ha determinato la chiusura dell’impianto a Imola, con ripercussioni su corsi di nuoto, centri estivi e abbonati; associazioni dei consumatori, SportUp e forze politiche chiedono interventi urgenti e chiarimenti

Chiusura della piscina Ortignola: cosa è successo e quali sono le conseguenze per famiglie e atleti

La gestione dell’impianto sportivo polivalente “E. Gualandi” in via Ortignola a Imola è tornata ufficialmente nelle mani della proprietà. Dopo una decisione giudiziaria datata 17 aprile che disponeva la riconsegna, il passaggio di consegne è stato eseguito con l’intervento dell’ufficiale giudiziario dopo che la Corte d’appello ha rigettato l’ultimo ricorso il 23 giugno. Il risultato pratico è stato la momentanea chiusura dell’impianto, con cancelli serrati e attività sospese oggi.

Riconsegna forzata e contenziosi aperti

La procedura di restituzione ha visto la società DEAI S.r.l. cedere l’azienda alla proprietà rappresentata da Ortignola S.r.l.. L’esecuzione dello sfratto, disposta dal tribunale, non ha risolto tutte le vertenze in corso: permangono cause relative a crediti reclamati dalla ex gestore, contestati dalla controparte che parla di un debito vicino a 350000 euro e un contenzioso sui presunti vizi costruttivi dell’impianto che vede coinvolti anche il Comune di Imola e la società Cims con un’udienza fissata a settembre. Nel frattempo, per disposizione giudiziaria, i dipendenti della precedente gestione passeranno a Ortignola S.r.l. secondo quanto previsto dal Codice civile.

La titolare della società uscente, Paola Lanzon ha ribadito le proprie contestazioni sullo stato dell’impianto e mantiene aperti i profili legali residui. Va ricordato che, nei precedenti 11 anni il servizio non aveva registrato interruzioni prolungate, elemento sottolineato da realtà sportive del territorio nel denunciare l’impatto della chiusura.

Effetti pratici per famiglie, atleti e associazioni

La sospensione delle attività ha lasciato molte famiglie e associazioni senza risposte immediate: corsi di nuoto, allenamenti e centri estivi sono stati bloccati con proteste e richieste di chiarimenti. In merito alle misure tampone già annunciate, è prevista la possibilità di utilizzare gratuitamente gli abbonamenti piscina presso l’impianto comunale Ruggi per il mese di luglio e l’uso di voucher comunali per centri estivi alternativi accreditati. Queste iniziative, seppure rilevanti, non dissipano tutti i dubbi: resta da chiarire la sorte dei pacchetti corsi già pagati e non fruibili dagli utenti.

L’associazione di tutela Adiconsum Emilia-Romagna ha preso posizione invitando le famiglie a conservare tutta la documentazione relativa a iscrizioni e pagamenti — ricevute, contratti e comunicazioni — e a segnalare i propri casi allo sportello di via Volta 5, Imola in modo da predisporre un quadro puntuale delle situazioni. L’associazione ha inoltre dichiarato: “A prescindere dall’accertamento delle responsabilità reciproche tra le società coinvolte” e ha valutato che le misure temporanee “rappresentano un primo passo utile a limitare il disagio immediato“, pur ribadendo che permangono aspetti non risolti sui corsi strutturati.

La posizione di SportUp e la diffida alla nuova gestione

La società sportiva SportUp SSD a r.l. ha formalmente diffidato la nuova gestione, chiedendo la riapertura immediata dell’impianto e invitando il Comune di Imola a intervenire nell’ambito delle proprie competenze previste dalla convenzione di concessione per garantire la continuità del servizio pubblico. Nella sua comunicazione ha sottolineato che “SportUp sottolinea come il cambio di gestione non debba ricadere sui cittadini” e ha chiesto che le attività riprendano senza ulteriori interruzioni per non penalizzare atleti, famiglie e associazioni.

Pressioni politiche e richieste di chiarimento in consiglio comunale

Il caso ha richiesto l’attenzione anche dei gruppi politici: i consiglieri di Fratelli d’ItaliaNicolas Vacchi e Simone Carapia hanno annunciato interrogazioni in consiglio comunale denunciando la mancanza di informazioni e chiedendo trasparenza sulle controversie in corso. I consiglieri hanno affermato: “Quello che è successo alla piscina Ortignola merita chiarezza” e hanno aggiunto che “tantissime famiglie e lavoratori si sono svegliati trovando l’impianto chiuso“. Hanno inoltre posto questioni specifiche relative ai rimborsi e alle tutele occupazionali, citando testualmente: “Chi ha pagato profumatamente abbonamenti e centri estivi oggi rischia di trovarsi senza se“.

La situazione resta fluida: le parti coinvolte — dalla proprietà alle società di gestione, dalle associazioni di consumatori alle realtà sportive e istituzionali — hanno avviato azioni e richieste formali. Per gli utenti, oltre alle misure temporanee già segnalate, il consiglio delle associazioni è raccogliere e custodire ogni documento utile per eventuali rivendicazioni future e segnalare i casi agli sportelli indicati.

In attesa degli sviluppi giudiziari previsti a settembre e di eventuali interventi immediati da parte della nuova gestione o dell’amministrazione comunale, la priorità per molte famiglie rimane ottenere certezze su corsi, abbonamenti e continuità del servizio.

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