10 Settembre 2026 🌫 21°

Estorsioni agli anziani: cinque giovani arrestati per la tecnica del finto carabiniere

Cinque giovani di età compresa tra i 20 e i 24 anni sono stati arrestati per estorsioni agli anziani con la tecnica del finto carabiniere. La banda ha agito in diverse città italiane tra il 2026 e il 2026.

Estorsioni agli anziani: cinque giovani arrestati per la tecnica del finto carabiniere

Una banda di giovani truffatori è stata smascherata dopo aver preso di mira decine di anziani in diverse città italiane. I carabinieri del Nucleo Radiomobile di Imola hanno individuato cinque giovani di età compresa tra i 20 e i 24 anni, residenti nel napoletano, accusati di aver commesso 18 colpi tra il 2026 e il 2026. Il bottino complessivo ammonta a 50 mila euro.

La tecnica utilizzata dalla banda era quella della telefonata e del finto carabiniere o del finto avvocato. Gli anziani venivano contattati telefonicamente da una persona che si spacciava per un appartenente alle forze dell’ordine e da un altro che si qualificava come avvocato difensore. Ai malcapitati veniva raccontato che un loro parente aveva causato un grave incidente stradale con una vittima ed era stato arrestato. Per liberarlo o evitargli gravi conseguenze, era necessario consegnare subito una somma di denaro o tutto l’oro presente in casa.

L’indagine che ha portato alla scoperta della banda

L’indagine è partita a fine dicembre del 2026 dopo un episodio avvenuto a Sesto Imolese. Un anziano è stato contattato telefonicamente da una persona che si spacciava per un carabiniere. L’uomo ha raccontato che il figlio dell’anziano aveva causato un incidente stradale mortale ed era stato arrestato. Per liberarlo, era necessario consegnare 10 mila euro poi ridotti a 3.500 euro.

Quando sono arrivati i due presunti carabinieri per ritirare la somma, l’anziano si è insospettito e ha chiamato il 112. I due sono stati fermati da una pattuglia e denunciati per concorso in tentata truffa. Grazie ai telefoni sequestrati in quell’occasione, è stato possibile ricostruire gli altri colpi e la filiera dell’organizzazione, compresi i telefonisti.

Le accuse e le misure cautelari

La Procura della Repubblica di Firenze ha accolto l’ipotesi di reato dell’estorsione o tentata tale, ben più grave della semplice truffa. I cinque giovani dovranno essere sottoposti ad interrogatorio di garanzia dal magistrato il 7 luglio. Nel frattempo, le misure cautelari prevedono l’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza e di presentarsi giornalmente alle forze dell’ordine.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze e condotte dai carabinieri, si sono sviluppate attraverso le denunce delle vittime, l’acquisizione e la visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza, le testimonianze raccolte, l’analisi dei telefoni cellulari sequestrati e l’esame dei traffici telefonici. Da questi accertamenti, secondo gli inquirenti, sarebbero emerse comunicazioni dettagliate sui nominativi delle vittime prescelte, sugli indirizzi di residenza e sulle istruzioni operative per la commissione dei reati.

Le città coinvolte

I reati sono stati commessi in diverse province italiane, tra cui FirenzePisaBolognaRavenna e Forlì-Cesena. Per quanto riguarda la provincia ravennate, gli investigatori hanno analizzato in particolare un episodio avvenuto a Faenza nel.

La misura cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, su richiesta del pubblico ministero che ha coordinato le attività investigative dei carabinieri. I cinque giovani, tutti disoccupati e con precedenti penali, due dei quali già sottoposti in passato a misure cautelari, sono stati fermati al termine di articolate indagini.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bologna adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 11 · NO₂ 3 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 10 Settembre