10 Settembre 2026 🌫 21°

Cartello al Posa Park scatena polemiche: il consigliere chiede chiarimenti al Comune

Un cartello apparso nei pressi del Posa Park ha avviato un confronto politico ad Ancona: il consigliere Andrea Vecchi ha presentato un'interrogazione al Consiglio comunale mentre i gestori della Wm Srl spiegano le ragioni del divieto nell'area concessa del Parco Belvedere di Posatora.

Cartello al Posa Park scatena polemiche: il consigliere chiede chiarimenti al Comune

Un piccolo cartello affisso vicino all’area in concessione del Posa Park nel Parco Belvedere di Posatora ad Ancona è diventato il fulcro di una disputa pubblica che ha coinvolto un consigliere comunale, i gestori dell’area e l’amministrazione cittadina. La vicenda è sfociata in un’interrogazione formale in Consiglio comunale e in dichiarazioni ufficiali dei soggetti interessati.

La questione è emersa dopo la pubblicazione del cartello e di post sui social: il messaggio ha generato la reazione di esponenti del Partito Democratico e la mobilitazione dell’opinione pubblica locale, provocando chiarimenti e prese di posizione da parte dei titolari della Wm Srl che gestiscono il Posa Park.

La denuncia politica e l’interrogazione di Andrea Vecchi

Il consigliere comunale Andrea Vecchi ha sollevato il tema con toni severi, ritenendo che il cartello possa configurare un vincolo alla libera fruizione di uno spazio pubblico. La sua iniziativa formale si è concretizzata in un’interrogazione urgente presentata in Consiglio comunale. Vecchi ha chiesto chiarimenti sulla modalità con cui i cittadini possono usufruire dell’area concessa al Posa Park, definendo l’accaduto «un fatto abbastanza increscioso» e pretendendo risposte immediate dal rappresentante della Giunta.

Tempistiche e procedura in aula

L’interrogazione ha innescato un dibattito sulle procedure: l’assessore alle Attività produttive Angelo Eliantonio ha ricevuto la richiesta e ha dichiarato che la situazione è «sotto controllo e pienamente nella regolarità», ma ha scelto di rispondere per iscritto entro i termini previsti dal regolamento. Per questo motivo ha chiesto trenta giorni per fornire una risposta completa, citando il regolamento del Consiglio comunale e la presenza di un’altra interrogazione sullo stesso tema.

La versione dei gestori: sicurezza e sostenibilità economica

I rappresentanti della Wm Srl in particolare il socio Federico Gasparroni hanno spiegato pubblicamente le motivazioni del divieto che riguarda la sola area in concessione del Posa Park. Gasparroni ha ricordato che l’area affidata alla società è indicata nell’allegato 3 del bando e che spese come manutenzione, pulizia, personale, sicurezza ed eventi sono sostenute direttamente dalla società stessa.

Secondo la gestione, il provvedimento non mira a limitare la fruizione pubblica ma a tutelare la sicurezza: Gasparroni ha puntato l’attenzione su episodi passati, come l’introduzione di contenitori in vetro nell’area e il caso di una minorenne che, il 27 giugno, ha avuto un malore con coma etilico avendo bevuto alcolici portati dall’esterno. In quei casi, ha sostenuto il gestore, la responsabilità e il rischio di chiusura sono ricaduti sulla loro attività. Lo stesso ha detto: «Il parco è di tutti.» e ha aggiunto che «Il divieto è per la sola area in concessione e tutti gli eventi sono gratuiti.»

Questioni economiche e comunicazione

Gasparroni ha sottolineato che senza i ricavi derivanti dalle vendite nel chiosco sarebbe difficile sostenere l’offerta di servizi: «Anche acquistando una bottiglietta d’acqua, una birra o un panino, sostenete l’intrattenimento per tutta la città», ha dichiarato. Ha inoltre ammesso un errore di comunicazione sulla cartellonistica, promettendo una segnaletica più chiara per evitare fraintendimenti e ribadendo che «Il Posa Park non riceve alcun finanziamento pubblico.»

Reazioni in aula e prospettive politiche

La scelta dell’assessore di rispondere per iscritto non ha placato le critiche: Vecchi ha voluto una replica in Aula, sostenendo che si tratta di una questione politica e amministrativa che richiede chiarezza pubblica. La capogruppo del Partito Democratico Susanna Dini, ha sostenuto il collega, mentre la Presidenza del Consiglio e la segreteria generale hanno confermato la regolarità formale della procedura adottata dall’assessore.

Nel frattempo la discussione resta aperta: da una parte la tutela della sicurezza e la sostenibilità economica degli operatori che gestiscono un’area in concessione; dall’altra la necessità di garantire ai cittadini la piena fruizione del Parco Belvedere di Posatora. L’amministrazione ha trentadue giorni di tempo per formalizzare la risposta e chiarire i limiti di utilizzo dell’area con concessione, mentre la comunità di Ancona attende sviluppi e una comunicazione definitiva.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bologna adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 11 · NO₂ 3 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 10 Settembre