10 Settembre 2026 ☁ 21°

Zucchero a Bologna: il concerto dello Stadio Dall’Ara e la celebrazione di Baila 25 anni

Zucchero ha portato a Bologna il tour «Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight» con un opening intenso e una scaletta che ripercorre i classici; prima del live ha incontrato la stampa e pronunciato osservazioni su Sanremo 2027, De Gregori e il Nobel al popolo di Lampedusa.

Zucchero a Bologna: il concerto dello Stadio Dall’Ara e la celebrazione di Baila 25 anni

La serata del 6 luglio 2026 allo Stadio Dall’Ara di Bologna è stata la tappa italiana più attesa del tour che celebra i venticinque anni di Baila (Sexy Thing). L’artista di Roncocesi ha scelto un’apertura densa di atmosfere: prima di salire sul palco è scattato un voiceover che ha introdotto il tema della solitudine e del blues con frasi taglienti come «Io vengo da un altro posto, da un altro blues, da un’altra solitudine», mentre sui maxischermi scorrevano immagini d’India e d’Africa, bambini in corsa e bandiere rosse, a sottolineare il respiro internazionale e il tono cinematografico dello spettacolo.

Zucchero allo Stadio Dall’Ara: voiceover, apertura musicale e atmosfere visive

Lo show è partito con una tensione controllata: dopo un’introduzione affidata alla voce registrata, sul palco è salita Oma Jali per un’introduzione vocale su Doctor Jesus brano in origine interpretato da artisti storici come Ella Fitzgerald e Louis Armstrong; quella performance ha costruito il ponte tra la tradizione del blues e l’impianto contemporaneo del tour. Quando Zucchero è apparso accompagnato dalla sua band, ha eseguito Spirito nel buio brano che ha dato il titolo all’atmosfera della serata, mentre le proiezioni hanno trasformato lo spazio in una galleria di istantanee visive che rimandavano a luoghi lontani e a temi sociali.

Dinamica visiva e scelta del repertorio

Le immagini sullo sfondo non erano casuali: volti, paesaggi e bambini in movimento hanno creato una narrativa parallela alle canzoni, mostrando come il concerto abbia voluto essere più di una semplice esibizione musicale. Sul palco, la commistione tra blues, soul e rock ha rimarcato il ruolo di Zucchero come interprete capace di attraversare generi, con arrangiamenti che riconsegnano i classici a una dimensione di grande platea.

Incontro con la stampa: dichiarazioni su Sanremo, De Gregori e il Nobel a Lampedusa

Nel pomeriggio, prima del concerto, l’artista ha risposto alle domande dei giornalisti: ha commentato il nuovo regolamento previsto per Sanremo 2027 ha espresso la propria opinione sulle parole di De Gregori e ha preso posizione sul riconoscimento simbolico al popolo di Lampedusa affermando che il Nobel per la pace sarebbe un gesto giusto «purché non lo diano a Trump», parole che hanno mescolato ironia e presa di posizione politica. Queste dichiarazioni hanno anticipato una serata in cui la musica conviveva con una voce pubblica ben definita, quella di un artista che non disdegna di misurarsi con temi civili oltre che musicali.

Aneddoto personale: i pavoncelli nati al ritorno dal tour europeo

Tra le note più leggere emerse durante l’incontro c’è stato un aneddoto personale: tornando dal tour europeo, Zucchero ha raccontato di essere stato «contento come quando l’altro giorno… sono nati quattro piccoli pavoncelli». La battuta, immagine domestica e affettuosa, ha tagliato con dolcezza la tensione delle questioni pubbliche affrontate in conferenza, mostrando il lato familiare e quotidiano dell’artista prima di riaffrontare la dimensione monumentale del palco.

Scaletta e momenti salienti del concerto

La setlist proposta nella tappa bolognese ha mescolato hit consolidate e riletture blues-rock: tra i brani eseguiti figurano Spirito nel buio«Music in Me», «Menta e rosmarino», «Pane e sale», «Partigiano reggiano», «Iruben Me», «Facile», «Blue» e naturalmente la celebra Baila (Sexy Thing). Non sono mancati pezzi più intimi come «Miserere», reinterpretazioni energiche come «Nutbush City Limits» e chiusure emotive con «Senza una donna (Without a Woman)». La scaletta, pensata per grandi platee, alterna momenti di groove a pause di grande intensità vocale e orchestrale.

La scelta dei brani ha confermato l’intento celebrativo del tour «Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight»: ripercorrere un repertorio che ha segnato la carriera mantenendo però uno sguardo aggiornato sugli arrangiamenti, coinvolgendo il pubblico con contributi visivi e soluzioni sonore pensate per lo spazio dello stadio. All’uscita, i fan hanno commentato l’equilibrio tra spettacolo e sostanza musicale, testimoniando una serata che ha fatto dialogare passato e presente.

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