La biotech Holostem con sede a Modena si trova nuovamente in una fase critica dopo la decisione dei soci di avviare la messa in liquidazione. La notizia, riportata dalla sigla sindacale Filctem-Cgil mette in luce una disputa politica e istituzionale attorno al sostegno economico necessario per garantire la continuità delle attività aziendali e la tutela dei posti di lavoro.
Al centro della controversia c’è la mancata autorizzazione, secondo il sindacato, a un intervento economico che avrebbe potuto evitare la chiusura temporanea dell’operatività: la Fondazione Enea Tech non avrebbe ottenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il via libera per un apporto di liquidità considerato fondamentale per mantenere in funzione l’azienda durante la ricerca di un nuovo socio privato.
La decisione dell’assemblea e le responsabilità attribuite al ministero
La Filctem-Cgil riferisce che, nell’assemblea dei soci, “oggi ha deliberato la messa in liquazione della società“. Il sindacato contesta l’atteggiamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sostenendo che sarebbe dovuto intervenire con tempi diversi: secondo la critica, il ministero “sarebbe dovuto intervenire entro lo scorso 30 giugno per evitare il ripetersi di una nuova liquidazione”. Questa mancata azione è descritta come una responsabilità politica significativa che avrebbe conseguenze sulla tutela di un patrimonio scientifico e industriale.
La ricostruzione dell’intervento mancato
Nel comunicato sindacale si sostiene che il ricorso a Fondazione Enea Tech sarebbe stato il mezzo per garantire “la continuità delle attività aziendali” durante la ricerca di un partner privato. Il sindacato sottolinea come la scelta del ministero di non consentire quel versamento abbia impedito una soluzione temporanea che avrebbe potuto preservare competenze e posti di lavoro. La ricostruzione attribuisce quindi al ministero un ruolo decisivo nella sorte dell’impresa emiliana.
Il ruolo strategico di Holostem per la medicina rigenerativa
La Filctem-Cgil richiama il valore specifico di Holostem oltre la dimensione economica: “non è una semplice impresa in difficoltà” si legge nella nota del sindacato. Holostem è descritta come una realtà che sviluppa terapie avanzate basate su cellule staminali per malattie rare e gravi, in particolare l’epidermolisi bollosa, spesso indicata con il nome popolare di “sindrome dei bambini farfalla”. Il sindacato evidenzia che l’azienda è riconosciuta a livello nazionale e internazionale per le sue competenze e tecnologie.
Viene inoltre riportata in modo esplicito la qualifica dell’azienda: “È un’officina farmaceutica autorizzata da Aifa” e “È un presidio di ricerca e produzione che opera a livello europeo“. Queste definizioni sottolineano la rilevanza non solo locale ma anche continentale della struttura scientifica e produttiva di Holostem, con conseguenze che il sindacato considera potenzialmente rilevanti per la comunità di pazienti e per il settore della medicina rigenerativa.
Il contesto istituzionale emiliano
Negli ultimi passaggi della nota, la Filctem-Cgil riconosce la disponibilità delle istituzioni locali: la Regione Emilia- Romagna e il Comune di Modena avrebbero mostrato “la loro massima disponibilità e supporto” per tentare di salvare l’azienda. Nonostante questo impegno locale, tuttavia, la situazione formale resta quella della messa in liquidazione, con tutte le implicazioni operative e occupazionali che ne derivano.
Si tratta di una richiesta che mette in evidenza l’intreccio tra sfera economica, ricerca clinica e tutela dei lavoratori.
Lo stato di liquidazione riapre il dibattito sulla possibilità di mantenere in Italia centri di eccellenza nel settore delle terapie avanzate, ponendo interrogativi sulle modalità di intervento pubblico e sulla capacità di coordinamento tra istituzioni locali e nazionali per salvaguardare realtà industriali e scientifiche strategiche.



