La tensione è esplosa lunedì durante l’assemblea condominiale del 6 luglio nel Grattacielo. A sorpresa, al termine dell’incontro l’amministratore Francesco Donazzi ha presentato le dimissioni, un gesto che ha lasciato i condomini tra l’incertezza e la necessità di riorganizzarsi per il futuro della gestione condominiale.
La riunione ha registrato contestazioni sulla regolarità della convocazione e discussioni nette sullo stato dei conti e dei lavori necessari per la messa in sicurezza dell’edificio. Lo scenario che emerge è quello di una comunità alle prese con difficoltà pratiche e relazionali che rischiano di allungare i tempi per il ritorno nelle abitazioni.
Dimissioni di Francesco Donazzi e dinamica dell’assemblea del 6 luglio
L’assemblea del 6 luglio si è aperta con obiezioni formali sulla modalità di convocazione: alcuni condomini hanno sostenuto che non tutti avessero ricevuto l’avviso con le modalità previste, e che in diversi casi le comunicazioni erano state inoltrate tramite e-mail o messaggi WhatsApp. Di fronte a questi rilievi, alcuni partecipanti hanno temuto la possibilità di una impugnazione delle decisioni prese.
Un condomino presente ha spiegato che la scelta di inviare comunicazioni informali è stata dettata dalla situazione di emergenza: molti proprietari sono ancora fuori dalle proprie abitazioni e «non tutti hanno una Pec e non sarebbe stato possibile inviare le raccomandate agli indirizzi di residenza, visto che nessuno di noi può abitare nella propria casa». Dopo un confronto acceso i presenti hanno deciso di proseguire i lavori, approvando il bilancio consuntivo ma rinviando il bilancio preventivo, giudicato prematuro dato il quadro ancora incerto delle spese necessarie.
Al termine della riunione è arrivata la decisione di Donazzi di lasciare l’incarico. Il condomino riferisce che Donazzi «Si è sentito toccato nella sua professionalità e ha lasciato l’incarico», e che lo stesso amministratore ha lasciato intendere di valutare eventuali iniziative legali. La scelta ha aperto molte questioni pratiche: dall’impossibilità di proseguire con ordinarie attività amministrative alla necessità di nominare un nuovo amministratore che si occupi della complessa gestione del condominio.
Conseguenze per i residenti e richieste di coesione
I condomini sottolineano che «Senza un amministratore non possiamo andare avanti». L’assenza di una guida formale rende più difficile coordinare le comunicazioni e programmare i lavori urgenti. Il clima tra gli inquilini è teso: molti ribadiscono che la parola d’ordine dovrebbe essere la mediazione e non lo scontro, come dichiarato da uno dei condomini che ha aggiunto che «La chiave, secondo lui, non dovrebbe essere lo scontro ma la mediazione».
La situazione quotidiana per chi è fuori casa è complicata: «Navighiamo a vista. Trovandoci fuori casa facciamo fatica anche a comunicare tra noi e aspettiamo la prossima assemblea per capire come muoverci», ha detto un residente. Tra le preoccupazioni più sentite c’è inoltre quella degli anziani: un condomino ottantenne teme di non poter più rientrare nell’abitazione di una vita, definendo la condizione provata come «un esilio esistenziale».
Chi conosce la vita del Grattacielo sottolinea che la realtà interna era spesso diversa dalle immagini esterne e dalle critiche più severe: «quello che veniva dipinto come un postribolo non lo era affatto. Chi lo ha detto non ha mai visto né conosciuto chi ci abitava», afferma un residente, chiedendo di non ridurre il condominio a simbolo di ogni male cittadino.
Passaggi pratici: nomina dell’amministratore e piano economico
I prossimi passi concreti indicati dai condomini sono chiari e ancorati ai fatti: trovare un nuovo amministratore, predisporre un piano per saldare i debiti e riprendere i lavori di messa in sicurezza necessari per consentire il rientro. Il timore esplicito è che «adesso dobbiamo pensare a trovare un nuovo amministratore» e che se prevarranno le contrapposizioni «urlare e andare allo scontro» i tempi per il ritorno a casa possano allungarsi ulteriormente.
La richiesta di molti è
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La vicenda del Grattacielo resta aperta: dalle decisioni prese nelle prossime assemblee dipenderà la rapidità con cui si potrà definire la nuova governance condominiale e riprendere i lavori che permetteranno ai residenti di tornare nelle loro case.



