Il Ferrara Summer Festival è al centro di una nuova polemica. Dopo l’ordinanza del Tar Emilia-Romagna, i residenti chiedono al Comune di aprire un confronto serio e rispettoso delle regole.
Mariasilvia Accardo, rappresentante dei residenti ricorrenti, ha commentato: “Il Tar ci dà ragione. Ora basta contrapposizioni, il Comune apra al confronto”.
L’ordinanza del Tar e le accuse di aggiramento
L’ordinanza cautelare emessa dal Tar Emilia-Romagna l’8 luglio aveva stabilito che il concerto di Marilyn Manson si svolgesse dalle 21 alle 23, escludendo l’esibizione del gruppo Vowws, inizialmente programmata tra le 18 e le 20.30. Secondo i legali Francesco Vinci e Alessandra Palma, l’organizzazione avrebbe “aggirato” le prescrizioni del Tribunale amministrativo, posticipando l’esibizione dei Vowws alle 20.30 anziché annullarla.
I legali hanno depositato una nuova integrazione di querela alla Procura della Repubblica di Ferrara, chiedendo di indagare su “tutti gli episodi di violazione delle prescrizioni” che si sarebbero verificati durante le serate del festival.
La richiesta di dialogo e il rispetto delle regole
Mariasilvia Accardo ha sottolineato che “da troppo tempo Ferrara viene trascinata dentro una contrapposizione artificiale: residenti contro commercianti, giovani contro famiglie e persone anziane, sviluppo contro vivibilità”.
“Amministrare una città significa tenere insieme interessi diversi, non metterli gli uni contro gli altri”, ha affermato Accardo. “Significa ascoltare l’intera comunità, non soltanto chi fa più rumore o rappresenta un ritorno politico più immediato. Un buon sindaco non alimenta tifoserie: costruisce soluzioni.”
Accardo ha anche respinto le accuse di voler impedire lo svolgimento degli eventi: “Non abbiamo mai chiesto di cancellare concerti o manifestazioni. Gli eventi possono e devono esistere. Abbiamo sempre chiesto soltanto ciò che dovrebbe essere alla base di ogni scelta amministrativa: legalità, legittimità e rispetto”.
Le critiche al sindaco e la richiesta di un cambio di passo
I residenti hanno criticato le dichiarazioni del sindaco successive all’ordinanza, affermando che “con le sue comunicazioni alla stampa il sindaco ha fatto contenta la propria tifoseria social, senza effettivamente spiegare il contenuto dell’ordinanza”.
Accardo ha anche ricordato che “un’Amministrazione comunale governa nell’interesse dell’intera collettività. Non può ridursi a essere il punto di incontro tra le esigenze dei promoter e le aspettative di una parte del commercio, dimenticando chi la città la abita ogni giorno”.
“Un sindaco è un amministratore pubblico, non un impresario di eventi. Il suo compito è mediare interessi diversi, programmare con visione e garantire la convivenza civile”, ha aggiunto.
Infine, i residenti hanno ricordato che “le sentenze non fanno politica. Applicano il diritto. Ed è proprio il diritto che oggi ricorda all’Amministrazione un principio semplice, ma fondamentale: governare significa rispettare le regole prima ancora di chiederne il rispetto ai cittadini”.



