Un episodio durante una seduta del consiglio comunale di Ferrara ha scatenato una polemica che ha portato all’indagine del sindaco Alan Fabbri. L’accusa è di diffamazione aggravata e violenza o minaccia a un corpo politico. La vicenda ha radici in un incidente stradale che ha coinvolto l’ex assessora Francesca Savini e il sindaco stesso, ma è un gesto apparentemente innocuo a scatenare la reazione dell’opposizione.
L’incidente stradale e la mozione di sfiducia
Tutto è iniziato il 4 maggio, quando un incidente stradale a Sermide, in provincia di Mantova, ha coinvolto il sindaco Alan Fabbri e l’ex assessora Francesca Savini. Quest’ultima, risultata positiva all’alcoltest con un tasso superiore a 1,5 grammi per litro, è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza e ha rassegnato le dimissioni. L’incidente ha portato il consigliere comunale di minoranza Fabio Anselmo a presentare una mozione di sfiducia contro il sindaco.
Il gesto contestato e la denuncia
Durante la seduta del Consiglio comunale del 27 maggio, dedicata alla discussione della mozione di sfiducia, il sindaco Fabbri ha lasciato sui banchi dell’opposizione un foglio con un lancio dell’agenzia Ansa relativo a una vicenda giudiziaria che nel 2026 aveva coinvolto il figlio di Fabio Anselmo, arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Anselmo ha interpretato questo gesto come un atto intimidatorio e ha deciso di denunciare il sindaco, portando alla sua iscrizione nel registro degli indagati.
Le dichiarazioni delle parti coinvolte
Fabio Anselmo ha definito il gesto del sindaco un tentativo goffo e miserabile di ostacolare le sue funzioni di consigliere comunale. Anselmo ha dichiarato: “Hai scelto di colpire un figlio per tentare di colpire un padre. Forse dovevo aspettarmelo.” Ha aggiunto che il gesto ha negato a suo figlio il diritto all’oblio, a causa del cognome che porta.
Il sindaco Alan Fabbri ha risposto attraverso i suoi social, affermando di aver preferito evitare di menzionare pubblicamente la vicenda del figlio di Anselmo, nonostante gli fosse stato suggerito di farlo. Ha spiegato di aver lasciato il foglio per ricordare all’opposizione quanto i fatti personali possano far male in politica. Fabbri ha anche criticato Anselmo per non essersi accorto delle frequentazioni del figlio, paragonando la situazione alle domande dell’opposizione sull’incidente stradale.
Le indagini e le testimonianze
La Digos ha avviato le indagini ascoltando i consiglieri Matteo Proto, Enrico Segala e Davide Nanni, che occupano le postazioni più vicine al punto in cui il sindaco aveva lasciato il foglio contestato. Questi testimoni hanno contribuito a ricostruire la sequenza dei fatti per far chiarezza sull’accaduto.
La vicenda continua a svilupparsi, con il sindaco Fabbri che si dichiara fiducioso nella magistratura e afferma di aver sempre agito con correttezza, trasparenza e nell’interesse di tutti i cittadini. La polemica politica, intanto, non accenna a placarsi.



