La vittoria di Marta Bunda come Miss Bologna 2026 avrebbe dovuto essere un momento di gioia e celebrazione. Invece, la 24enne di origini congolesi, nata a Imola si è trovata al centro di una tempesta di insulti razzisti sui social network. La sua elezione, che avrebbe dovuto rappresentare un trionfo personale e un riconoscimento della sua bellezza, è diventata invece un caso che riporta alla luce pregiudizi che sembravano superati.
La giovane ha scelto di rispondere con eleganza e dignità, ringraziando chi le ha manifestato vicinanza e riflettendo sulla mancanza di umanità di chi l’ha attaccata. Gli organizzatori del concorso, dal canto loro, hanno denunciato la persistenza di atteggiamenti razzisti, paragonando la situazione a quella vissuta da Denny Mendez prima Miss Italia di origini non italiane, nel 1996.
La risposta di Marta Bunda agli insulti
Sui suoi profili social, Marta Bunda ha pubblicato un messaggio di ringraziamento per chi l’ha sostenuta, ma ha anche riflettuto sulla crudeltà di chi l’ha attaccata. “Grazie per i bellissimi messaggi“, ha scritto. “Sto cercando di rispondere a tutti, ma siete davvero tantissimi. Purtroppo, al mondo ci sono persone che non sanno cosa significhi l’umanità, ma per fortuna ce ne sono molte altre come voi. Grazie di cuore per il sostegno.”
La giovane ha scelto di non rispondere direttamente agli insulti, limitandosi a cancellare i commenti più offensivi. Tra questi, alcuni utenti hanno scritto frasi come “Ecco la tipica bolognese” o “Classici tratti emiliani”, riferendosi a bislacche teorie razziste sui tratti somatici. Altri hanno accusato la giuria di aver premiato Bunda solo per eccesso di politically correct sostenendo che la fascia le sia stata assegnata “solo perché è nera”.
Gli organizzatori denunciano la persistenza del razzismo
Marco Pellegrini, storico organizzatore del concorso di Miss Italia ha espresso la sua tristezza nel constatare che, a distanza di trent’anni dalla vittoria di Denny Mendez, il razzismo è ancora un problema. “Io è dal 1989 che organizzo il concorso“, ha raccontato. “Ovviamente sono passato dal 1996 con Denny Mendez e dopo trent’anni sentire ancora queste cose mi dà una grande tristezza.”
Pellegrini ha spiegato che molti dei commenti offensivi sono stati cancellati, soprattutto quelli più aggressivi e offensivi nei confronti della ragazza. Ha anche sottolineato che la grande esposizione sui canali social legati al concorso ha contribuito a diffondere rapidamente la polemica. “Con il fatto che la pagina ha 160 mila follower c’è stato un tam tam“, ha detto. “La notizia ha avuto una grande diffusione e si è creata una forte attenzione attorno alla vicenda.”
Il responsabile ha anche chiarito che Marta Bunda non si è proposta spontaneamente per partecipare al concorso, ma è stata lui stesso a notarla e a invitarla. “L’ho fermata io in un locale e in qualità di talent scout le ho chiesto di partecipare“, ha spiegato. “Non è stata lei a proporsi. Ci ha anche pensato per un mesetto, aveva il timore che ci fossero prove di talento. L’ho tranquillizzata ed eccoci qua.”
Il futuro di Marta Bunda
La fascia di Miss Bologna assicura a Marta Bunda il passaggio alla selezione finale per Miss Italia. Tuttavia, dopo tutto quello che ha dovuto leggere, è lecito chiedersi se la giovane deciderà di andare avanti. La sua storia, comunque, ha già acceso un dibattito importante sulla bellezza e sui pregiudizi nella società italiana.
La vicenda di Marta Bunda riporta al centro dell’attenzione una discussione che sembrava appartenere al passato: quella di una bellezza che negli anni è cambiata insieme alla società, ma che continua a confrontarsi con i pregiudizi ancora presenti nel dibattito pubblico. La sua elezione, così come quella di Denny Mendez trent’anni fa, rappresenta un passo avanti, ma anche un monito sulla strada che ancora dobbiamo percorrere per superare definitivamente il razzismo.



