10 Settembre 2026 🌫 21°

Suicidio medicalmente assistito in Emilia-Romagna: le nuove regole

La Regione Emilia-Romagna ha varato una legge che regolamenta l'accesso al suicidio medicalmente assistito, seguendo il modello già adottato dalla Toscana.

Suicidio medicalmente assistito in Emilia-Romagna: le nuove regole

La Regione Emilia-Romagna ha compiuto un passo significativo nel campo del fine vita approvando una legge che disciplina l’accesso al suicidio medicalmente assistito. La proposta, presentata da Paolo Trande (Avs) e sostenuta da Pd, Civici e Movimento 5 Stelle, è stata approvata con i voti favorevoli delle forze di maggioranza e le opposizioni di FdI, Forza Italia, Rete civica e Lega.

Questa normativa fa dell’Emilia-Romagna la terza regione italiana, dopo Toscana e Sardegna, a legiferare su questo delicato tema. L’obiettivo principale è garantire equità di accesso e tempi compatibili con le condizioni fisiche dei richiedenti, rispettando quanto stabilito dalla Corte costituzionale.

I criteri per l’accesso al suicidio assistito

La legge approvata dall’Assemblea legislativa regionale regolamenta l’accesso al suicidio medicalmente assistito per i pazienti affetti da malattie irreversibili che causano sofferenze fisiche o psichiche ritenute intollerabili. I requisiti per accedere a questa procedura sono chiari e rigorosi:

  • Il paziente deve essere affetto da una patologia irreversibile che causa sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili.
  • Deve essere tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale.
  • Deve essere capace di prendere decisioni libere e consapevoli.
  • Deve aver ricevuto informazioni appropriate e complete sulle alternative disponibili, comprese le cure palliative.

La verifica di queste condizioni è affidata a una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale con garanzie procedurali rigorose. Le decisioni in merito all’autorizzazione sono affidate a una Commissione di valutazione multidisciplinare (Covam) che opera all’interno del Servizio sanitario regionale su base territoriale.

La composizione della Covam

La Covam è composta da diverse professionalità cliniche, tra cui un medico palliativista un anestesista rianimatore un medico legale uno psichiatra un medico specialista nella patologia del richiedente un farmacologo o farmacista uno psicologo un infermiere e, se richiesto, il medico di medicina generale o un altro medico di fiducia del paziente.

La commissione si avvale del parere, non vincolante, del Comitato regionale per l’etica clinica (Corec) istituito con delibera nel 2026. La legge non fissa tempi rigidi per la valutazione della richiesta, ma garantisce che non ci siano ingiustificati ritardi. Tutta la procedura è gratuita per il paziente.

Le dichiarazioni del presidente De Pascale

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale ha sottolineato che la legge non crea nuovi diritti né introduce condizioni diverse rispetto a quelle già definite dalla Corte costituzionale. “Si limita a tradurre in procedure obiettive, imparziali e uguali per tutti i principi affermati dalla sentenza 242, rendendoli concretamente applicabili e colmando un vuoto legislativo nazionale”, ha dichiarato De Pascale.

Il presidente ha anche espresso il desiderio di una legge nazionale che garantisca gli stessi diritti e le stesse tutele in tutto il Paese. “L’Emilia-Romagna non interviene per modificare le condizioni di accesso definite dalla Corte costituzionale, ma per garantire che, su tutto il territorio regionale, le procedure siano uniformi, trasparenti e rispettose dei diritti delle persone”, ha aggiunto.

De Pascale ha espresso riconoscenza sia alla maggioranza, che ha affrontato la legge con grande senso di responsabilità, sia alla minoranza, che ha contribuito al confronto senza ricorrere a forme di ostruzionismo. “Sono soddisfatto che sia stato raccolto il mio invito a confrontarsi sul merito del provvedimento, che è pienamente compatibile con visioni e opinioni anche profondamente diverse”, ha concluso.

Le procedure e le garanzie

La legge prevede che la Covam effettui una prima visita presso il luogo in cui si trova il paziente e svolga colloqui con le persone indicate dal paziente stesso. Le attività connesse all’espletamento del suicidio assistito saranno svolte solo da personale su base volontaria.

Ogni anno l’Assemblea legislativa procederà a una valutazione di come viene applicata questa norma e dei suoi effetti. La legge garantisce che l’informazione completa, l’accesso alle cure palliative e la possibilità di revocare in qualsiasi momento la propria richiesta siano centrali nel processo.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bologna adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 11 · NO₂ 3 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 10 Settembre