L’Italia è sotto assedio da un’ondata di calore senza precedenti. Con temperature che hanno già toccato i 41 gradi in Umbria e un’ampia fascia del Paese che si prepara a giorni di afa opprimente l’estate 2026 sta scrivendo nuove pagine di record climatici. Le previsioni indicano che il picco di questa quarta ondata di calore si raggiungerà tra oggi e domani, con 25 città in bollino rosso e notti che non offrono tregua, mantenendo temperature minime sopra i 25 gradi.
Il cuore caldo dell’Italia: Pianura padana e regioni centrali
Il cuore caldo di questa ondata è concentrato sulla Pianura padana e sulle regioni centrali dove le temperature stanno raggiungendo livelli critici. La Protezione civile ha emesso un’allerta gialla per nubifragi lungo la fascia appenninica, dall’Umbria alla Calabria, e nelle aree interne della Sicilia. Nonostante i temporali pomeridiani, che potrebbero portare un po’ di sollievo, l’umidità residua rischia di aumentare la sensazione di afa.
Notti super tropicali e rischi per la salute
Le notti super tropicali con temperature minime che non scendono sotto i 25 gradi stanno mettendo a dura prova la popolazione. Il ministero della Salute ha emesso un’allerta per 27 città con un numero record di 25 in bollino rosso. Le isole di calore urbano stanno amplificando ulteriormente il disagio, con temperature che possono essere di 3-5 gradi superiori rispetto alle aree verdi circostanti.
Le cause del caldo estremo: anticiclone africano e mare riscaldato
Gli esperti indicano due principali cause di questo caldo estremo: l’anticiclone africano che ha sostituito l’anticiclone delle Azzorre, e il riscaldamento del Mediterraneo. Il mare sta accumulando grandi quantità di calore, con temperature superficiali che hanno raggiunto i 30 gradi in tutto il bacino. Questo calore in eccesso sta alimentando l’instabilità atmosferica con forti temporali pomeridiani che si verificano sia sulle Alpi che sugli Appennini.
Incendi e siccità: le conseguenze del caldo
Il caldo estremo e la siccità prolungata stanno avendo gravi conseguenze sul territorio. In Sicilia e in Emilia-Romagna è in vigore l’allerta arancione per gli incendi boschivi. In Piemonte un incendio a Cavaglio è stato riattivato dalle braci dopo essere stato apparentemente domato. La siccità sta minacciando anche le coltivazioni agricole con il rischio di compromettere il raccolto del riso.
La situazione non sembra destinata a migliorare prima di Ferragosto con le previsioni che indicano una tregua solo a partire dal 12-13 agosto. Nel frattempo, le autorità stanno adottando misure per proteggere la salute dei cittadini, come il blocco della circolazione delle carrozze a Palermo e l’evacuazione di aree a rischio incendio. La popolazione è invitata a seguire le buone pratiche di prevenzione come bere molta acqua e evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde.



