Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore ha pubblicato una dettagliata lettera sulla piattaforma Cantiere Bologna, in cui illustra le proprie indicazioni per l’insediamento dei data center sul territorio comunale. L’obiettivo dichiarato è quello di prevenire l’impatto ambientale di queste infrastrutture, anticipando eventuali pressioni di mercato con una normativa preventiva.
Nel documento, Lepore elenca una serie di vincoli che dovranno essere rispettati da chiunque intenda realizzare un data center a Bologna. Si parte dalla scelta dei siti, obbligati a trovarsi in aree già compromesse, per poi imporre l’uso esclusivo di fonti rinnovabili per l’alimentazione elettrica. Altre misure includono il recupero del calore di scarto destinato al teleriscaldamento, il divieto di prelievo d’acqua da falde potabili e la trasparenza obbligatoria sui dati d’impatto ambientale.
Regole proposte per l’insediamento dei Data Center a Bologna
Le linee guida suggerite dal Comune mirano a creare un quadro normativo unico che renda i data center compatibili con gli obiettivi di sostenibilità della città. Tra le disposizioni più rilevanti, vi è l’obbligo di reinvestire una percentuale dei ricavi del centro in infrastrutture sociali a beneficio del territorio, garantendo così un ritorno diretto alla comunità. Inoltre, si prevede un monitoraggio continuo delle emissioni termiche e acustiche, con l’obbligo di condividere i risultati con le autorità locali.
Vincoli ambientali e utilizzo di fonti rinnovabili
Il requisito di utilizzare esclusivamente energia verde è stato introdotto per evitare che gli impianti aumentino la dipendenza da fonti fossili. Lepore ha sottolineato come, dopo la logistica e il fotovoltaico a terra, i data center rappresentino il prossimo fronte da contenere. La normativa prevede, inoltre, che i progetti debbano includere sistemi di recupero del calore da destinare al teleriscaldamento, riducendo al contempo l’impronta carbonica dell’intera struttura.
Le sei svolte del modello urbanistico di Lepore
Parallelamente alla questione dei data center, il sindaco ha riepilogato le proprie “sei svolte”, ossia le principali direttrici di intervento urbanistico attuate dal suo ammministrazione. Queste misure sono concepite per contrastare la rendita speculativa e promuovere uno sviluppo più equilibrato e sostenibile della città. Ogni svolta si concentra su un ambito specifico, dalla limitazione della logistica all’espansione di spazi verdi, passando per la rigenerazione di aree dismesse.
Stop alla logistica e al fotovoltaico su suolo agricolo
La prima svolta ha vietato nuovi insediamenti logistici sul territorio bolognese, rispondendo alla crescente preoccupazione per il consumo di suolo. Una seconda azione ha riguardato la regolamentazione del fotovoltaico a terra impedendo l’ulteriore erosione di terreni agricoli. Queste decisioni hanno già portato a una riduzione significativa della pressione su terreni fertili, favorendo la conservazione dell’agricoltura locale.
Rigenerazione di aree ferroviarie e nuovi spazi verdi
Tra le iniziative più visibili, il Comune ha acquisito il cosiddetto “Parco del dopo lavoro ferroviario” e ha espropriato undici ettari di area dell’ex Ravone, nota anche come Dumbo. Con un investimento pubblico di 100 milioni di euro si è già progressivamente desigillata l’80 % del sito, trasformandolo in un nuovo grande parco urbano. Il progetto prevede anche la realizzazione di edifici per edilizia sociale e spazi culturali, ampliando l’offerta di verde cittadino e opportunità abitative.
Abitare, mobilità e futuro dello stadio: le prospettive di Lepore
Nel settore abitativo, Lepore ha evidenziato la necessità di un vero “piano casa” nazionale, dotato di risorse adeguate, per poter affrontare l’emergenza abitativa in modo più efficace. Nel frattempo, il Comune ha destinato oltre 200 milioni di euro a interventi di edilizia pubblica e sociale, con la riqualificazione di circa 5 000 unità abitative e la creazione di uno studentato pubblico. Per quanto riguarda la mobilità, le recenti linee di tram e il nuovo piano per la mobilità metropolitana sostenibile mirano a ridurre il numero di veicoli privati, favorendo un sistema di trasporto pubblico integrato. Infine, il futuro dello Stadio Dall’Ara e del quadrante Fiera sarà definito attraverso un percorso partecipato, garantendo che le decisioni rispecchino le esigenze della cittadinanza.



