Il 27 maggio 2026 l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato un disegno di legge che organizza le aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, con particolare attenzione a fotovoltaico ed eolico. Il provvedimento fissa un obiettivo intermedio di 6,3 Gigawatt di potenza installata e prevede la possibilità di portare l’obiettivo a 10 Gigawatt entro il 2030, introducendo al tempo stesso criteri per contenere il consumo di terreno agricolo.
Il testo, molto modificato rispetto alla stesura iniziale e oggetto di 91 proposte di emendamento e 11 ordini del giorno, definisce come prioritarie le installazioni sui tetti di capannoni, sulle coperture di parcheggi, su edifici residenziali e su aree già cementificate. Parallelamente si incentiva l’autoconsumo aziendale e lo sviluppo dell’agrivoltaico, con regole pensate per non danneggiare colture e pascoli.
Limiti al consumo di suolo e tutela agroalimentare
Per proteggere le eccellenze agricole e frenare un’occupazione indiscriminata del territorio, la legge impone che i nuovi impianti a terra non superino il 2% della Superficie Agricola Utilizzata (Sau) di ciascun Comune. Questa soglia agisce come un freno alla dispersione delle installazioni sui terreni produttivi, pur lasciando spazio alle soluzioni integrate come l’agrivoltaico. Con questo approccio si cerca di bilanciare la necessità di produrre energia pulita con la salvaguardia delle filiere locali e della qualità del paesaggio.
Definizioni e criteri operativi
La normativa chiarisce che per Superficie Agricola Utilizzata (Sau) si intende l’estensione di terreno dedicata all’attività agricola e stabilisce criteri per valutare le aree idonee. Le amministrazioni comunali dovranno applicare questi parametri nella pianificazione territoriale, privilegiando gli interventi sulle strutture urbanizzate e indicando le zone escluse per motivi paesaggistici o produttivi. L’obiettivo è evitare che la transizione energetica si traduca in una perdita di terreno utile per l’agricoltura.
Priorità d’installazione e incentivi
Il provvedimento assegna priorità a specifiche collocazioni: tetti, coperture di parcheggi e aree cementificate vengono considerate prioritarie per accogliere pannelli fotovoltaici o infrastrutture minori. Queste scelte nascono dall’intento di sfruttare superfici già impermeabilizzate, riducendo l’impatto sul verde agricolo. Inoltre, vengono incentivati progetti che facilitino l’autoconsumo aziendale, favorendo così imprese e produttori locali che intendono installare impianti per il proprio fabbisogno energetico.
Promozione dell’agrivoltaico
L’agrivoltaico è indicato come una soluzione strategica: si tratta di sistemi che integrano pannelli fotovoltaici con coltivazioni, consentendo una convivenza tra produzione alimentare ed energetica. La legge stabilisce che tali impianti non devono compromettere in modo significativo le pratiche agricole come la lavorazione, la produzione o il pascolo, e introduce indicazioni tecniche per garantire compatibilità e sostenibilità.
Reazioni politiche e questioni aperte
L’assessora all’ambiente Irene Priolo ha commentato che parlare di energie rinnovabili oggi significa affrontare temi che spaziano dall’economia alla sicurezza nazionale, sottolineando la richiesta delle imprese di accelerare la transizione. Priolo ha affermato che ‘la sfida non è più se fare la transizione, ma come farla senza spaccare il paese’ e ha ribadito l’esigenza di un equilibrio tra tecnologia, sostenibilità economica e giustizia sociale.
Tra le critiche, Fratelli d’Italia — rappresentata dal consigliere Alessandro Aragona — ha definito la norma insufficiente, sostenendo che ‘non raggiungerà gli obiettivi prefissati’ e che interviene in modo residuale. Anche Simona Larghetti, capogruppo di Avs, ha espresso dispiacere per l’assenza di una sintesi condivisa sull’eolico, evidenziando punti ancora da chiarire soprattutto rispetto alla collocazione delle turbine e al loro impatto sul territorio.
Il provvedimento avvia quindi una nuova fase nella pianificazione regionale delle rinnovabili, con obiettivi ambiziosi e paletti precisi: l’applicazione pratica delle norme e il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità agricole saranno determinanti per il successo di questa svolta energetica.