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Stalking, minacce e violenza: l’uomo fermato a Nonantola

Un uomo arrestato a Nonantola per una serie di stalking, minacce e violenze che hanno cambiato la vita della vittima.

Stalking, minacce e violenza: l’uomo fermato a Nonantola

Sabato 19 settembre 2026 i carabinieri di Nonantola hanno posto in custodia cautelare un uomo accusato di una lunga serie di comportamenti persecutori nei confronti dell’ex compagna. L’intervento, effettuato su ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modena, è il frutto di un’inchiesta che ha messo in luce messaggi minacciosi, pedinamenti costanti e due violenti episodi di aggressione. La notizia ha riacceso il dibattito sulla gravità dello stalking e sulle misure protettive disponibili per le vittime di questa forma di violenza psicologica.

Ordine di custodia cautelare e ruolo delle autorità

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modena, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ai sensi dell’articolo 612-bis del codice penale. Il Procuratore Luca Masini ha ritenuto necessario mantenere l’indagato in carcere per garantire la sicurezza della vittima e per evitare ulteriori minacce aggravate. L’intervento dei carabinieri della stazione di Nonantola è avvenuto nella mattinata, con l’assistenza dei tecnici per la raccolta delle evidenze digitali.

Procedura giudiziaria a Modena

Alla base della decisione c’è il quadro probatorio ricostruito dalle indagini: dichiarazioni della persona offesa, testimonianze di testimoni oculari e analisi dei contenuti delle comunicazioni elettroniche. Il GIP del Tribunale di Modena ha valutato che, in assenza di una misura preventiva più leggera, la permanenza in carcere fosse l’unica opzione per impedire il proseguimento delle condotte illecite.

Stalking e violenze: il quadro dei fatti

Dopo la cessazione della convivenza, l’uomo ha avviato una campagna di atti persecutori che si è tradotta in decine di messaggi telefonici inviati anche a ore notturne, e-mail contenenti minacce e continui pedinamenti nei pressi della abitazione della donna. Le segnalazioni raccolte indicano che l’indagato si recava regolarmente nei luoghi frequentati dalla vittima, creando un clima di terrore costante.

Messaggi, pedinamenti e aggressioni

Il punto di rottura è arrivato quando il sospettato ha varcato la soglia del cortile condominiale della vittima, colpendo con una bottiglia di vetro sia lei che un’amica intervenuta per difenderla. In un altro episodio, si è verificata una rissa a pugni in un bar locale, dove l’uomo ha aggredito un vicino di casa della ex compagna. Entrambe le fattispecie sono state tipizzate come lesioni personali e minacce aggravate ai sensi del codice penale.

Impatto sulla vittima e risposta delle forze dell’ordine

Le continue intimidazioni hanno provocato nella donna uno stato di ansia profonda, costringendola a modificare le proprie abitudini quotidiane e a rifugiarsi temporaneamente presso i familiari per sfuggire al pericolo percepito. Le forze dell’ordine hanno attivato un piano di protezione, fornendo supporto psicologico e consigli pratici per la sicurezza personale. La vicenda mette in luce l’importanza di interventi tempestivi quando si sospetta uno stalking di natura violenta.

Come ricorda la Procura, l’uomo rimane presunto innocente fino a quando un giudice non emetterà una condanna definitiva. Nel frattempo, la misura cautelare in carcere resta il principale strumento per tutelare la vittima e prevenire ulteriori escalation.

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