All’alba del 12 settembre, la quiete della laguna di Venezia è stata interrotta da un drammatico incidente nautico che ha coinvolto due imbarcazioni ed ha avuto esito fatale per una giovane donna. La vittima, identificata come Gabriella Querino aveva 26 anni ed era a bordo di un barchino condotto dal marito, Sean Michieli. Un taxi acqueo proveniente da una rotta locale si è scontrato con il loro piccolo veliero, provocando un impatto così violento da non lasciare spazio a trattamenti di emergenza.
Incidente in laguna all’alba del 12 settembre
Secondo le ricostruzioni preliminari, il barchino, diretto da Sean Michieli, procedeva con una velocità moderata quando il taxi acqueo, più grande e con una maggiore massa, ha incrociato la sua rotta. Il contatto è avvenuto in una zona particolarmente trafficata della laguna, dove il flusso di imbarcazioni turistiche è più intenso. Le indagini preliminari indicano che l’impatto è stato violento, tanto da causare la perdita di controllo della piccola imbarcazione e il conseguente sinistro mortale.
Le autorità di emergenza sono state allertate immediatamente e le operazioni di soccorso hanno coinvolto diverse unità della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco. Nonostante gli sforzi, solo il corpo di Gabriella è stato recuperato, mentre il marito è stato dichiarato deceduto sul luogo. Nessun altro passeggero è rimasto ferito, e le acque della laguna sono state tenute sotto stretta sorveglianza per consentire le operazioni di recupero dei corpi.
Autopsia e indagini tecniche: le prime evidenze
Il pomeriggio del 21 settembre, a seguito dell’autopsia effettuata su Gabriella, i medici legali hanno riscontrato segni di un impatto estremamente violento su tutto il corpo. Il referto preliminare descrive lesioni contundenti diffuse, compatibili con una forza d’urto improvvisa e di elevata intensità. Questi risultati confermano che la giovane non ha subito alcuna ferita pregressa e che la morte è avvenuta sul colpo.
Parallelamente, sulla salma del marito sono stati effettuati gli stessi accertamenti. Anche se i risultati dettagliati dell’autopsia non sono ancora disponibili, le autorità hanno disposto test tossicologici su entrambi i corpi, con l’obiettivo di escludere il coinvolgimento di sostanze alcoliche o stupefacenti nella dinamica dell’incidente. I risultati saranno pubblicati nei prossimi giorni.
Perizie tecniche in programma
Giovedì, un consulente tecnico nominato dalla Procura di Venezia analizzerà le due imbarcazioni coinvolte. L’esame comprenderà la verifica delle condizioni meccaniche, la valutazione dei sistemi di navigazione e la ricostruzione della traiettoria di entrambi i mezzi al momento dello scontro. Tale analisi è fondamentale per determinare se fattori come la velocità, il rispetto delle norme di navigazione o eventuali guasti tecnici possano aver influito sull’incidente.
Le autorità hanno già avviato una serie di misure cautelari per garantire la sicurezza nella zona, includendo il monitoraggio continuo del traffico nautico e la diffusione di avvisi rivolti a tutti gli operatori delle imbarcazioni. La Procura di Venezia ha fissato ulteriori appuntamenti per raccogliere testimonianze da eventuali testimoni a bordo del taxi acqueo e da chi si trovava nelle vicinanze al momento dei fatti.
Nel frattempo, la famiglia di Gabriella vive un momento di profondo dolore. La madre, in una dichiarazione pubblica, ha espresso il suo sconvolgimento per la perdita di due figli, ribadendo la necessità di una rapida e trasparente ricostruzione dei fatti. La comunità locale, colpita dalla tragedia, ha avviato iniziative di supporto emotivo e logistico per i familiari delle vittime.
Le indagini continueranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di fornire una narrazione dettagliata di quanto accaduto e di adottare eventuali misure preventive per evitare nuovi incidenti simili nella laguna. Ad oggi, i primi risultati dell’autopsia e le perizie in corso rappresentano i principali elementi su cui si baserà la ricostruzione finale dell’accaduto.



