Il comitato Remigrazione e Riconquista ha scelto la serata del 24 settembre per allestire un’azione di piazza nel cuore di Bologna, agganciandosi al simbolico punto di incontro dell’antica libertà civile rappresentato dalla fontana del Nettuno. Un semplice striscione con la dicitura “Remigrazione” è stato gli un solo elemento visivo, ma la sua presenza ha innescato una guerriglia verbale contro i gruppi antifascisti, che il comitato ha accusato di ostacolare il suo diritto di manifestare.
Il messaggio di Remigrazione e le richieste legislative
Secondo la propria dichiarazione, l’iniziativa si inserisce in una più ampia campagna contro i flussi migratori con l’obiettivo dichiarato di ridurre gli arrivi e incentivare i rientri volontari. Sul sito ufficiale il gruppo si descrive come frutto di un’alleanza fra CasaPound ItaliaRete dei PatriotiVFS e Brescia ai Bresciani. Tra le proposte più spinose vi è una legge di iniziativa popolare mirata a rafforzare i meccanismi di rimpatrio.
Reazioni delle forze dell’ordine e mancanza di verifiche indipendenti
Al momento non sono pervenute testimonianze da fonti esterne che confermino l’intervento delle autorità o eventuali scontri. Il comitato ha sottolineato che il luogo scelto è “un palcoscenico libero, dove non esistono piazze chiuse alla politica”. Tuttavia, l’assenza di rapporti di polizia rende difficile valutare se l’azione sia rimasta pacifica o abbia richiesto un contenimento da parte delle forze dell’ordine.
Prosecuzione del dibattito a Lecco: il consiglio comunale interviene
Il caso di Bologna ha rapidamente trovato eco a Lecco, dove il 21 settembre il consiglio comunale ha discusso le “ronde neofasciste” organizzate dallo stesso comitato. Mauro Fumagalli (Orizzonte per Lecco) ha ricordato che la sicurezza è un compito esclusivo delle forze dell’ordine, condannando ogni forma di “fai-da-te”. Parallelamente, Stefano Valsecchi (Pd) ha richiesto una “condanna politica netta” verso le manifestazioni di CasaPound, chiedendo chiarimenti alla Prefettura e alla Questura.
Le misure comunali e la zona rossa ampliata
Il sindaco Filippo Boscagli ha riferito che, in sede del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cosp), è stata confermata la zona rossa e potenziata la vigilanza con l’operazione “Strade Sicure”. La misura resterà valida fino al 7 gennaio 2027, anche se finora non è stato assegnato alcun contingente aggiuntivo. Inoltre, i consiglianti hanno discusso di diverse iniziative per coinvolgere i giovani, dal Forum dei Giovani alle attività sportive promosse dal Panathlon Club Lecco.
Risse, video virali e la percezione della sicurezza
Parallelamente al dibattito istituzionale, i social hanno amplificato il discorso con un video di una presunta azione di polizia a Bologna, pubblicato da un canale locale, che mostra forze dell’ordine intervenire su presunte situazioni di “immigrazione irregolare”. Il filmato, però, non è stato ancora verificato da fonti giornalistiche. A Lecco, Pietro Regazzoni (Pd) ha evidenziato il “pestaggio finito su TikTok”, chiedendo interventi di prevenzione nelle scuole contro il bullismo e la violenza tra i ragazzi.
Il parco Kennedy e la sperimentazione di spazi giovanili
Un altro punto caldo è la gestione del parco Eugenio Kennedy Shriver, chiuso a fine agosto per “degrado e liti”. La riapertura è stata annunciata come progetto sperimentale fino al 31 dicembre, con fasce orarie limitate e la presenza di due educatori di strada. Alcuni consiglieri hanno chiesto criteri di valutazione più trasparenti, mentre altri hanno difeso la decisione come un equilibrio tra sicurezza e aggregazione giovanile.
Il dibattito sulla sicurezza, il ruolo dei gruppi politici nelle piazze e la gestione dei flussi migratori continuano a essere temi di grande attualità nella regione.



