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Ricerca sanitaria a Ferrara: 11 milioni per 13 progetti Pnrr

Ferrara guida la Regione con 13 progetti di ricerca Pnrr e quasi 11 milioni di euro

Ricerca sanitaria a Ferrara: 11 milioni per 13 progetti Pnrr

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è spesso associato a grandi cantieri e a nuove strutture ospedaliere. A Ferrara, però, una parte consistente del finanziamento è stata destinata alla ricerca sanitaria consentendo alle aziende sanitarie di avviare tredici progetti scientifici di rilevanza nazionale.

Valentina Manso, responsabile dell’Unità operativa Ricerca e sviluppo organizzativo Pnrr dell’AUSL Ferrara, ricorda che “quando si parla di Pnrr il pensiero corre subito ai cantieri dei nuovi ospedali o alle Case della comunità, ma in realtà il Piano ha investito anche nella conoscenza e nella ricerca”. Grazie a questo approccio, le istituzioni ferraresi hanno potuto indagare patologie rare, tumori a bassa prevalenza e le più diffuse malattie croniche non trasmissibili.

Finanziamenti 2022-2023: 13 progetti e quasi 11 milioni di euro

Nei bandi indetti nel 2022 e nel 2023, le aziende sanitarie di Ferrara hanno conquistato 13 progetti di ricerca raccogliendo complessivamente circa 11 milioni di euro. Questo risultato ha collocato la provincia ai vertici della regione sia per il numero di progetti sia per il volume di risorse acquisite, con i primi risultati già disponibili per la comunità clinica.

Il finanziamento non si è limitato a fornire capitali, ma ha anche garantito la creazione di circa 30 borse di studio e la stipula di contratti a tempo determinato per personale dedicato alla conduzione dei progetti. Tale investimento sul capitale umano ha permesso di potenziare le competenze interne e di creare un pool di ricercatori pronti a tradurre le evidenze scientifiche in pratiche cliniche concrete.

Ricerca, innovazione e assistenza: un modello circolare

Il Pnrr ha favorito la ridefinizione delle tre colonne portanti del sistema sanitario ferrarese: ricerca, innovazione e assistenza. I professionisti, operando quotidianamente in corsia, hanno identificato i bisogni dei pazienti e hanno messo a disposizione dati clinici di grande valore, alimentando così studi avanzati. Questo ciclo virtuoso consente che le scoperte scientifiche tornino rapidamente al letto del paziente, sotto forma di nuove terapie, farmaci innovativi o metodiche diagnostiche più accurate.

Tra le iniziative più significative, il progetto della Neurologia universitaria di Ferrara punta a costruire modelli predittivi per la sclerosi multipla, integrando dati clinici, stili di vita e biomarcatori. Un altro studio della Riabilitazione vascolare e medicina dell’esercizio ha mostrato miglioramenti di mobilità e qualità della vita in pazienti con arteriopatia periferica e insufficienza renale, grazie a percorsi di cammino strutturati a domicilio.

Altri progetti pilota

Il gruppo di ortogeriatria ha analizzato l’impatto delle infezioni acute sulla fragilità dei pazienti ospedalizzati, mentre la Psichiatria ospedaliera ha sperimentato interventi non farmacologici basati su realtà virtuale e stimolazione magnetica per combattere la depressione nei soggetti oncologici. Dal bando 2023, inoltre, è stato avviato uno studio «proof of concept» finalizzato alla brevettazione di un nuovo radiofarmaco PET, mirato alla diagnosi precoce dei tumori neuroendocrini.

Reti di collaborazione e potenziamento tecnologico

Un risultato di spicco è stato il rafforzamento delle collaborazioni con l’Università di Ferrara, altre aziende sanitarie nazionali e la medicina territoriale. Questi legami hanno superato la frammentazione storica della ricerca, creando una rete più coesa e capace di condividere risorse, dati e best practice.

Il finanziamento ha inoltre supportato l’acquisto di nuove infrastrutture: strumenti diagnostici all’avanguardia, sistemi informativi per la gestione dei dati clinici e software di analisi statistica. L’insieme di queste risorse, unite a una struttura organizzativa che coinvolge direzione generale, uffici amministrativi e tecnici, ha costruito le basi per una sanità più efficiente e orientata al paziente.

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