29 Settembre 2026 ☀ 26°

Restauro del Castello Estense: avviata la ‘Fabbrica del Castello’

Il restauro del simbolo di Ferrara parte con un cantiere che durerà quattro anni, ma il castello resterà aperto alle visite e agli eventi.

Restauro del Castello Estense: avviata la ‘Fabbrica del Castello’

Il 29 settembre, data in cui nel 1385 venne posta la prima pietra del Castello Estense su progetto di Bartolino di Novara, è stato dato il via ufficiale alla “Fabbrica del Castello”. Il cantiere, consegnato il 2 settembre, avrà una durata complessiva di 1.460 giorni, con termine previsto per il 31 agosto 2030. L’obiettivo è intervenire su una parte del monumento lasciandolo accessibile al pubblico, garantendo la continuità di mostre, visite guidate e l’evento simbolo dell’incendio del Castello a Capodanno.

Il lancio del cantiere e le prime operazioni

Durante la cerimonia di inaugurazione il presidente della Provincia, Daniele Garuti ha ricordato il terremoto del 2012 e il lungo percorso di progettazione e finanziamento, Nel solo 2025 il castello ha superato i 150.000 ingressi, dimostrando la sua importanza nella vita culturale ferrarese. Per questo si è deciso di realizzare un cantiere che coesista con le attività turistiche, evitando la chiusura totale per quattro anni. La prima fase prevista per il 2026-2027, interesserà la via Coperta e il Corpo Sud.

Dettagli tecnici della prima fase

In questa fase verranno sistemate le coperture e i solai del secondo piano, adeguati agli impianti moderni, e saranno creati nuovi spazi espositivi. Il valore dei lavori è stimato in 11,6 milioni di euro, mentre l’investimento complessivo ammonta a 16,2 milioni, includendo anche le risorse già disponibili. Il finanziamento proviene dal Ministero della Cultura dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia di Ferrara.

Programma, finanziamenti e prospettive future

Il cronoprogramma prevede, dopo la prima fase, l’intervento sul Corpo Est e sul giardino di Eleonora (2027-2028), seguito dal Corpo Nord (2028-) e infine dal Corpo Ovest (-2030), oltre ai lavori sul fossato. La direttrice provinciale Angela Ugatti ha definito questi quattro anni un “sacrificio per la città, ma anche un’opportunità per sperimentare nuove forme di fruizione del monumento”. L’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli ha ribadito che il castello “non chiuderà mai“, poiché dal 2015 il Comune gestisce il percorso museale, rendendolo un vero pilastro dell’offerta culturale.

Il consorzio esecutore e le dichiarazioni istituzionali

La realizzazione dei lavori è affidata a un raggruppamento temporaneo guidato dalla veneziana Lares – Lavori di Restauro affiancata da VF Costruzioni e RestauriLithos e I. Martini. Il fondatore di Lares, Mario Massimo Cherido ha dichiarato: “Il mio sogno è sempre stato quello di fare il Castello e credo di esserci arrivato un po’ tardi“, aggiungendo la speranza che i quattro anni siano effettivi. Il prefetto Massimo Marchesiello ha scherzato sul confronto con la Fabbrica del Duomo di Milano, ma ha sottolineato: “A Capodanno penso e spero che l’Incendio del Castello ci sia ancora“, garantendo che i ponteggi non ostacoleranno l’appuntamento più amato dai ferraresi, che nell’ultima edizione ha attirato circa 30 mila persone.

Il consorzio ha inoltre evidenziato la sinergia tra le amministrazioni: l’architetta Lucia Masciopinto ha definito il progetto “un esempio di sinergia tra le amministrazioni”. Il recupero di 3 milioni di euro dal Ministero della Cultura (Piano strategico Grandi progetti Beni culturali) e ulteriori 3 milioni dalla Regione, assieme a un milione dalla Provincia, ha assicurato la copertura finanziaria necessaria per evitare il pericolo di blocco segnalato a fine 2023.

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