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Fakir, 42enne: cause di morte tra droga e intervento di polizia

L’autopsia conferma che la morte di Abderrahim Fakir è stata causata da asfissia e dall’effetto della cocaina, mentre le autorità analizzano il ruolo dell’intervento di polizia.

Fakir, 42enne: cause di morte tra droga e intervento di polizia

Il 19 luglio a Bologna, nella zona del Pilastro, è deceduto il 42enne Abderrahim Fakir mentre veniva immobilizzato da due agenti di polizia. L’episodio, avvenuto sull’asfalto di via Svevo, ha suscitato subito numerose domande sul reale nesso tra l’intervento fisico e le condizioni del soggetto.

Risultati dell’autopsia: asfissia e cocaina in combinazione

Un pool di esperti ha effettuato l’autopsia, In parallelo, è stata riscontrata la presenza di cocaina nel sangue, a un livello circa pari alla metà di quello indicato dalla letteratura come potenzialmente letale. L’avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia, ha sottolineato che senza la componente asfissica la morte non sarebbe avvenuta nelle stesse circostanze temporali e spaziali.

Incontro tecnico tra le parti coinvolte

Il giorno successivo, nello studio dell’anatomopatologa Cristina Basso a Padova, si è riunito il pool della Procura con i consulenti di parte. Tra i presenti vi erano la medico legale Valentina Bugelli, la specialista in anestesia Manuela Bonizzoli, il tossicologo Luca Morini dell’Università di Pavia, il consulente dei familiari Vittorio Fineschi e altri rappresentanti dei soccorritori della Croce Rossa. L’obiettivo dell’incontro è stato analizzare congiuntamente i risultati tossicologici, istologici e anatomici prima di redigere la relazione finale per la Procura.

Posizione legale di polizia e soccorritori

Al momento i nomi dei due agenti e dei quattro soccorritori dell’ambulanza non sono iscritti nel registro degli indagati, ma comparsi nel registro 45 bis, che prevede uno “scudo penale” se il reato è commesso in presenza di una giustificazione evidente. Tale disposizione, però, riduce i tempi delle verifiche; entro alcune settimane la procura dovrà decidere se archiviare o approfondire formalmente le inchieste.

Indagini aggiuntive: il telefonino e gli ultimi movimenti

Due giorni fa, un familiare ha consegnato alla Procura il cellulare principale di Fakir, custodito per timore di violazioni della privacy. Gli inquirenti stanno ora eseguendo un’analisi informatica per ricostruire le ragioni dello stato di agitazione dell’uomo la notte del 19 luglio. Le ricostruzioni indicano che la sera precedente aveva trascorso un aperitivo a Corticella, per poi recarsi al Pilastro dove avrebbe dovuto passare la notte da un conoscente nordafricano. Secondo le testimonianze, Fakir aveva chiesto della cocaina a un altro conoscente tunisi, era stato rifiutato per mancanza di fondi, ma alla fine ha assunto comunque la droga in quantità non elevata.

Le indagini proseguono, con la Squadra mobile e il RIS dei carabinieri impegnati nella parte scientifica, mentre la procura, guidata da Morena Plazzi e dal procuratore Paolo Guido, collegherà tutti gli elementi prima della pubblicazione della relazione conclusiva.

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