Dal 1 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita una esposizione senza precedenti: “Elliott Erwitt. L’arte di osservare“. Curata da Biba Giacchetti e realizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il settore Musei Civici del Comune di Bologna, la mostra offre a visitatori e studiosi la possibilità di esplorare l’intero arco di una carriera che ha definito il fotografo umanista del Novecento.
Il percorso espositivo a cinque sezioni
Il cuore della mostra è un itinerario suddiviso in cinque sezioni tematiche che accomuna circa cento fotografie – dalle immagini più celebri a scatti provenienti dalla collezione privata dell’autore, molti dei quali mai visti dal pubblico. La prima sezione introduce le fotografie familiari, rivelando il lato più intimo di Erwitt e le sue radici. Seguono reportage di guerra e viaggi, testimonianze di un mondo in rapido mutamento. La terza parte è dedicata alle strade dove l’occhio attento del maestro cattura momenti di ironia quotidiana. La quarta raccoglie ritratti di personaggi della politica, del cinema e della cultura, mentre l’ultima sezione chiude il percorso con una riflessione sul ruolo della memoria collettiva nella fotografia.
Chi era Elliott Erwitt: biografia e immagini simbolo
Elliott Erwitt, nato a Parigi nel 1928 da genitori russi, trascorse i primi anni a Milano, dove la città lasciò un’impronta indelebile nella sua sensibilità artistica. Costretto a partire nel 1939 a causa delle leggi razziali fasciste, si trasferì negli Stati Uniti e, a New York, entrò in contatto con figure fondamentali come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker. Nel 1953 fu invitato da Capa a entrare in Magnum Photos di cui divenne presidente nel 1968, ricoprendo la carica per tre mandati. La sua opera spazia da reportage di guerra a ritratti di celebrità, passando per la celebre serie “Love” pubblicata su Life nel 1955, ancora oggi riciclata da Tiffany & Co. Tra le immagini più iconiche troviamo il ritratto della figlia Ellen, incluso nella mostra “The Family of Man”, e lo scatto di due amanti vista dal retrovisore di un’auto a Santa Monica.
Il legame con l’Italia
Un capitolo dedicato alla relazione di Erwitt con l’Italia approfondisce il suo legame speciale con Milano, città che descriveva come una “patria sentimentale”. Le fotografie italiane – da Venezia a Bologna – mostrano la continuità di un sentimento di appartenenza, nonostante l’esilio. Testi inediti di Biba Giacchetti, amica e collaboratrice di oltre trent’anni, accompagnano le immagini, conferendo al pubblico una chiave di lettura personale e rara.
Informazioni pratiche per la visita
La mostra è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 18:00, e il sabato, la domenica e nei giorni festivi fino alle 19:00; il martedì il museo resta chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura. I prezzi sono i seguenti: open €17 (valido qualsiasi giorno), intero €16ridotto €14 per gruppi adulti da 8 a 25 persone, possessori del biglietto del museo, giornalisti ODG o titolari di convenzioni; ridotto speciale €10 per studenti universitari e giovani dagli 11 ai 20 anni; bambini e scolaresche €6 (6-10 anni e gruppi classe). L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 5 anni, per guide turistiche abilitate, per persone con disabilità e i loro accompagnatori, e per soci ICOM. È previsto un costo di prenotazione di €1 per i biglietti acquistati da remoto e €0,50 per le fasce ridotte per bambini e scolari.
Un volume editoriale pubblicato da Orion 57 accompagna l’esposizione, raccogliendo i testi di Biba Giacchetti e fornendo un approfondimento critico sull’intera carriera dell’artista. Per ulteriori dettagli è possibile consultare il sito ufficiale del museo o la pagina Facebook dedicata.



