Negli ultimi mesi Bologna è stata teatro di due violenti episodi che hanno lasciato tre uomini gravemente feriti nel parco della Montagnola e un giovane a terra in via De’ Rolandis. Entrambi gli eventi hanno coinvolto armi bianche, tra cui un machete di 48 centimetri e una spranga di 110 centimetri, e hanno suscitato un forte allarme nella cittadinanza, spingendo le forze dell’ordine a intensificare le indagini.
Attacco al parco della Montagnola: tre vittime internazionali
Il parco della Montagnola è stato il teatro di una sanguinosa rissa avvenuta l’11 ottobre dello scorso anno. Gli operatori di emergenza hanno trovato tre persone con gravi ferite da taglio: due cittadini senegalesi di 34 e 24 anni e un gambiano di 28 anni. Sul luogo sono stati rinvenuti sia un machete lungo 48 centimetri sia una spranga metallica di 110 centimetri, testimonianza di un’aggressione premeditata.
Violenza in via De’ Rolandis: un giovane ferito e una nuova pista
Il 29 gennaio scorso, alle 17.30 circa, le forze dell’ordine sono intervenute in via De’ Rolandis dove è stato trovato a terra un uomo di 20 anni, di origine tunisina, con il volto sfigurato da numerosi tagli compatibili con colpi di machete e coltelli. I soccorsi, giunti rapidamente, lo hanno trovato incosciente, mentre i carabinieri e gli specialisti della scientifica hanno avviato le operazioni di scena del crimine.
Testimonianze e ricostruzione dell’aggressione
Dalle dichiarazioni raccolte emerge che la violenza è stata preceduta da una rissa. Quando sembrava che la tensione fosse cessata, alcuni aggressori sono tornati sul posto armati, colpendo involontariamente i presenti, anche le loro famiglie, i quali non avevano nulla a che fare con lo scontro iniziale.
Identificazione dei sospetti: due fratelli tunisini
Le immagini della videosorveglianza hanno permesso agli investigatori di individuare due individui: uno in tuta verde, l’altro in tuta nera con cappellino a visiera. Sono stati riconosciuti come fratelli tunisini già noti alla Questura. Il maggiore, 29 anni, era già dietro le sbarre a Bologna per un tentato omicidio occorso a gennaio 2026; è stato arrestato in Francia in esecuzione di un mandato di arresto europeo e ha ricevuto una misura cautelare aggiuntiva.
Il fratello minore, di 25 anni, è stato localizzato a febbraio e, per i fatti avvenuti a Montagnola, è stato condannato dal Tribunale di Bologna a 12 anni di reclusione. Attualmente, la misura cautelare è stata notificata in carcere, in modo da prevenire ulteriori rischi per la collettività.
Progetto “Open Eyes” e incremento della presenza sul territorio
Nel quadro di “Open Eyes”, avviato il 28 settembre, la Questura ha rafforzato la presenza fissa tra la stazione Centrale e le vie centrali del centro storico di Bologna. Questa iniziativa mira a contrastare fenomeni di violenza urbana, garantendo un monitoraggio costante e una risposta rapida alle emergenze.



