Il centro storico di Bologna sta vivendo una fase di profonda trasformazione: la recente riapertura di Piazza Rossini, liberata dal cantiere legato al restauro della Chiesa di San Giacomo Maggiore segna l’avvio di una nuova configurazione urbanistica. Dopo mesi di lavori, il Comune ha approvato una delibera che conferma la vocazione pedonale della piazza, introducendo al contempo una soluzione di traffico finora sperimentata solo in fase provvisoria.
Chicane per moderare la velocità nella storica Piazza Rossini
Le autovetture saranno deviate attraverso una chicane una serie di curve inserite per ridurre la velocità dei veicoli in transito. L’obiettivo dichiarato è “moderare la velocità dei mezzi e garantire maggior sicurezza alle persone“, in linea con le linee guida del piano Bologna Città 30. La scelta di mantenere il flusso veicolare, invece di chiudere totalmente la via, risponde a esigenze di accessibilità per residenti e attività commerciali, ma allo stesso tempo cerca di tutelare i pedoni e i visitatori della appena restaurata facciata di San Giacomo.
Dettagli tecnici della nuova configurazione
La chicane è stata tracciata rispettando i criteri di ingegneria stradale volti a creare un percorso sinuoso ma fluido, con raggio di curvatura tale da costringere i conducenti a mantenere una velocità inferiore a 20 km/h. Segnaletica luminosa e rialzata è stata installata per avvertire gli automobilisti in prossimità della zona pedonale, mentre delle strisce pedonali rialzate migliorano la visibilità dei passanti. Il Comune ha inoltre previsto una revisione periodica dell’assetto, per adeguarlo alle eventuali esigenze emerse dalla fruizione quotidiana.
Allestimento temporaneo: arte, cultura e partecipazione cittadina
Nel giro di pochi mesi la piazza ospiterà un allestimento temporaneo curato dalla Fondazione IU Rusconi Ghigi, con la collaborazione di associazioni del Centro Storico e il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. L’intervento, concepito come test del nuovo assetto prevede la ricreazione di funzioni sociali, culturali e ambientali già presenti prima dell’avvio dei lavori. Verranno organizzati laboratori artistici, esposizioni fotografiche e spazi di aggregazione per giovani e anziani, con l’intento di verificare come la nuova disposizione influisca sulla vita quotidiana della cittadinanza.
Progetti di rigenerazione urbana che completano il cambiamento
Parallelamente a questi interventi, Bologna avvia una serie di progetti di riqualificazione su scala più ampia. L’ex Ospedale Bastardini un complesso di circa 13 mila metri quadri situato in Via D’Azeglio, è stato affidato a Open Event Srl, Lama Società Cooperativa Impresa Sociale e Ati. La riconversione prevede spazi per spettacoli dal vivo, mostre, coworking, attività non profit e una parte di alloggi con affitti parzialmente calmierati. Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit Sgr, ha sottolineato che l’intervento rientra nell’iniziativa REgenera mirata a ridare nuova vita a immobili pubblici, creando valore economico e sociale.
Un altro ambito di intervento riguarda i Prati di Caprara dove si stanno definendo tre fabbisogni territoriali: contrastare l’emergenza abitativa senza consumare nuovo suolo, fornire spazi al sistema sanitario e realizzare un grande parco urbano. Inoltre, via Stalingrado sarà trasformata in un green boulevard parte integrante del Parco Nord che aggiungerà più di 50 ettari di verde al tessuto urbano. Questi progetti si inseriscono nell’ampio piano Bologna Verde finalizzato a rendere il centro storico più resiliente ai cambiamenti climatici, attraverso la desigillazione dei suoli e la creazione di reti pedonali e ciclabili.



