Dal 1 al 24 ottobre 2027 il Festival Verdi si svolgerà in due luoghi simbolo del repertorio verdiiano: il Teatro Regio di Parma e il Teatro Giuseppe Verdi di Busseto. L’edizione, organizzata dal Teatro Regio con il sostegno delle iniziative Ramificazioni e Verdi Off ha scelto come filo conduttore colpa e perdono un tema che attraversa le tre opere proposte e invita il pubblico a una riflessione profonda su valori ancora attuali.
Il programma punta su tre titoli composti in un breve lasso di tempo (1850-1857), periodo in cui Giuseppe Verdi stava consolidando la sua prima maturità creativa. Accanto a un’opera celebre, il festival ha inserito una rarità assoluta e una riscrittura, creando un percorso di ascolto unico che si sviluppa in due città storiche.
Le tre opere protagoniste
Aroldo, la rara riscoperta al Teatro Regio
Il Aroldo torna in scena al Teatro Regio di Parma nei giorni 1, 9 e 16 ottobre, sotto la direzione musicale di Roberto Abbado e la regia di Daniele Menghini. Si tratta dell’unico titolo mai rappresentato al Festival Verdi, rinvenuto dopo 170 anni dalla sua prima messa in scena nella Stagione di Carnevale 1857/1858. L’opera, spesso definita scandalosa per il suo contenuto, verrà presentata con un’inscenazione moderna che ne esalta la drammaticità e la rilevanza contemporanea.
Stiffelio a Busseto: il dialogo con la versione originale
Nel Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, nei giorni 7, 17, 21 e 23 ottobre, il pubblico potrà assistere a Stiffelio la versione originale del 1850 da cui Aroldo prende spunto. La direzione è affidata a Gianluca Capuano con la regia di Cecilia Ligorio. Proporre queste due partiture “sorelle” a distanza di poche ore permette di confrontare direttamente le scelte compositive e le modifiche imposte dalla censura dell’epoca, offrendo uno sguardo critico sulla trasformazione di un’opera.
La traviata, il capolavoro di ritorno
Il La traviata l’opera più rappresentata al mondo, fa il suo ritorno al Festival dopo più di dieci anni. Le rappresentazioni – il 2, 8, 14 e 24 ottobre – saranno guidate dal maestro Michele Spotti e dalla regia di Emma Dante. La scelta di includere il titolo più celebre di Verdi serve a bilanciare la rarità di Aroldo con l’universalità di La traviata creando un equilibrio tra scoperta e familiarità.
Il filo tematico: colpa e perdono nella prima maturità di Verdi
Secondo Luciano Messi sovrintendente del Teatro Regio, “per il Festival Verdi 2027 abbiamo scelto di proporre un percorso sul tema della colpa e del perdono, attingendo ad opere composte a breve distanza fra loro, nella prima maturità creativa del maestro”. Il direttore artistico Alessio Vlad aggiunge che l’esplorazione di questi concetti permette di “scavare nei sentimenti umani contrapposti alle imposizioni di una morale falsa”. In Stiffelio il sacerdote perdona la moglie adulterina, in La traviata Violetta accetta il perdono del padre Germont, e in Aroldo i personaggi sfidano le regole sociali affrontando la loro colpa. Il festival, quindi, non è solo una rassegna musicale, ma un vero e proprio “laboratorio di etica” in scena.
Programma complementare: gala, Requiem e iniziative fuori palco
Il calendario prevede anche il Gala Verdiano il 10 ottobre, in occasione del compleanno di Verdi, e la Messa da Requiem il 15 ottobre, due momenti di grande liricità. Parallelamente, Ramificazioni proporrà concerti che accostano Verdi ad altri compositori, mentre Verdi Off animerà la città con la Verdi Street Parade (18 settembre) e la Trilogia di strada un progetto triennale di Manuel Renga che reinterpreta la “Trilogia popolare” di Verdi, a partire da La traviata. Inoltre, le serate “Fuoco di gioia” e il concerto dell’Accademia Verdiana completeranno l’offerta, garantendo una presenza costante di musica operistica sia dentro che fuori i teatri.



