14 Ottobre 2026 ☀ 21°

Occupazione del liceo Laura Bassi: giovani chiedono più fondi

Studenti di Bologna occupano il liceo Laura Bassi, brandiscono estintori e chiedono più risorse per la scuola, ispirandosi alle proteste francesi.

Occupazione del liceo Laura Bassi: giovani chiedono più fondi

Il liceo Laura Bassi di Bologna è stato al centro di una nuova ondata di mobilitazione studentesca. Nella mattina del 13 ottobre 2026, gli alunni hanno preso possesso della succursale situata in via Broccaindosso, erigendo uno striscione con la scritta “Laura occupato”. L’occupazione nasce come gesto di solidarietà verso i movimenti studenteschi francesi, che da settimane protestano contro la militarizzazione e il caro vita. Il collettivo studentesco dell’istituto, presente su Instagram, ha spiegato che si vuole anche recuperare gli spazi pubblici le strade e la città, citando il motto “Pronti a riprenderci gli spazi, le strade e la città”.

Le richieste concrete e il calendario delle azioni

Le richieste dei giovani sono nette: più fondi per la scuola pubblica e la fine di ogni investimento destinato alla guerra. Il programma prevede una manifestazione davanti all’Ufficio scolastico regionale e provinciale di Bologna, fissata per venerdì 16 ottobre alle 9.30. In quell’occasione, gli studenti intendono chiedere che i bilanci statali siano ridistribuiti, privilegiando la formazione rispetto alla spesa militare. L’invito è stato amplificato da altri licei della città, dove sono comparsi striscioni con slogan come “Gen Z all’assalto. Dalla Francia al Cope” (Liceo Copernico, via Daravaglia) e “Facciamo come in Francia. Soldi alla scuola, non alla guerra. Venerdì 16 sciopero” (Liceo Galvani).

Il ruolo del collettivo Osa e le assemblee aperte

Il collettivo Osa attivo nell’organizzazione delle proteste, ha contribuito alla diffusione della mobilitazione, favorendo la partecipazione di altri istituti. Davanti al liceo Minghetti è stato affisso uno striscione con il messaggio “Minghetti in sciopero. Fate come in Francia. Soldi alla scuola, non alla guerra. Verso lo sciopero studentesco 16 ottobre”. Inoltre, nella sede adiacente al Laura Bassi, l’Arena Orfeonica ospita un’assemblea aperta a tutte le scuole bolognesi, dove si discute di strategie comuni e si rafforza l’identità di un movimento studentesco unitario.

Le ripercussioni sull’ambiente scolastico e sulla città

L’occupazione ha avuto un impatto immediato sulle attività didattiche: le aule sono state chiuse e, in alcuni casi, i banchi sono stati invasi da estintori e materiale di protesta. Il dibattito su chi debba sostenere i costi di pulizia si è già acceso sui social, con domande su chi pagherà la manutenzione degli spazi occupati. Parallelamente, la presenza di manifesti in più scuole segna l’inizio di una stagione di proteste che promette di coinvolgere non solo le aule, ma le strade di Bologna, creando una rete di solidarietà tra giovani e attivisti.

Prospettive future e possibile evoluzione

Se la mobilitazione del 16 ottobre dovesse attirare una platea consistente, è probabile che le richieste studentesche trovino eco nel dibattito pubblico e nella programmazione di bilanci regionali. Il riferimento esplicito ai movimenti francesi indica una volontà di collegare le istanze locali a una più ampia critica delle politiche di spesa militare. Alla luce di questo, le autorità scolastiche e i rappresentanti politici potrebbero essere chiamati a confrontarsi con una generazione che non solo chiede più risorse, ma vuole anche un cambiamento culturale nella gestione delle priorità statali.

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