Il 20 luglio scorso, la città di Bologna è stata teatro di scontri violenti scaturiti dalla manifestazione per il giovane Abderrahim Fakir, morto il 19 luglio a Pilastro durante un fermo di polizia. Oltre sessanta agenti sono rimasti feriti e l’evento ha innescato una forte ondata di discussione pubblica. In seguito a questi fatti, il sindaco Matteo Lepore ha iniziato a ricevere una serie di aggressioni verbali e scritte sui suoi canali personali e istituzionali, trasformando un dibattito politico in una vera e propria campagna di odio digitale.
Le ostilità non si sono limitate a semplici critiche: numerosi messaggi hanno contenuto auguri di morte rivolti ai familiari del sindaco, indicazioni dell’indirizzo di casa e minacce di collocare ordigni nella sua abitazione. Il 10 agosto è comparso, in via Galliera, un murale che ha accostato il nome di Lepore alla scomparsa del cantautore Francesco Guccini, intensificando ulteriormente il clima di intimidazione.
Messaggi minacciosi e auguri di morte
Le denunce raccolte dalla Procura mostrano che, dal 20 luglio e fino a settembre, sono stati registrati migliaia di messaggi ostili inviati via email, SMS e direttamente sui profili social del sindaco. Tra questi, oltre a espressioni di odio, si sono trovati suggerimenti di atti violenti, come la proposta di posizionare esplosivi davanti alla sua abitazione, e simboli legati all’impiccagione. Tali contenuti sono stati definiti dal legale Tommaso Guerini come minacce aggravate e diffamazione aggravata per attribuzione di fatti determinati.
Anomalie e profili falsi sui social network
Un’analisi tecnica commissionata a supporto della querela ha evidenziato anomalie significative nelle interazioni ai post del sindaco. Su Facebook, ad esempio, ventidue commenti sono stati pubblicati da profili che mostrano almeno due segnali di inautenticità come foto profilo generiche, attività limitata e contenuti identici tra più account. In alcuni casi, il numero di reazioni ostili ha superato il totale dei follower del profilo, un fenomeno raro che suggerisce un possibile coordinamento artificiale dietro gli attacchi.
Profili con più indicatori di inautenticità
Dei duecento commenti più recenti a un contenuto su Facebook, 42 appartengono a profili contrassegnati da indicatori di falsità, di cui 26 presentano simultaneamente due o più segnali distintivi. La consulenza di parte ha inoltre rilevato che alcuni messaggi contengono testi identici, tipici di messaggi preimpostati rendendo plausibile l’ipotesi di un gruppo organizzato di hater che utilizza bot o account falsi per amplificare il dissenso.
Contenuti deep-fake generati con intelligenza artificiale
Il terzo livello della denuncia riguarda la produzione e diffusione di contenuti alterati mediante intelligenza artificiale. Sono stati individuati sette account attivi su Instagram e TikTok che hanno pubblicato immagini o video in cui Matteo Lepore appare in situazioni inesistenti, come la partecipazione a manifestazioni violente o l’espressione di compiacimento per la morte di Fakir. Tra questi, il video più eclatante è stato caricato dall’influencer di destra “Eterno” il 22 luglio 2026.
Il video diffuso dall’influencer Eterno
Il clip, realizzato con tecnologie di deep-fake mostra il sindaco con una fascia tricolore mentre pronunciava un discorso inesistente in cui elogiava la morte di Abderrahim Fakir e incitava a ulteriori violenze. La didascalia che accompagnava il video affermava che le parole erano fedeli al pensiero reale di Lepore; molti utenti hanno condiviso il video credendo fosse autentico, amplificando così la nostra percezione di un attacco coordinato contro l’autorità comunale.
La querela, depositata in Procura con l’assistenza di Tommaso Guerini indica i reati di minaccia aggravatadiffamazione aggravata per attribuzione di fatti determinatisostituzione di persona e illegale diffusione di contenuti generati con AI. L’avvocato ha richiesto alle piattaforme social di fornire i dati identificativi dei profili coinvolti, un’analisi tecnica sulla natura e sull’estensione della diffusione dei contenuti sintetici, nonché il sequestro preventivo dei materiali illegali e una valutazione della possibile esistenza di un coordinamento tra gli autori.



