Da pochi giorni reggio emilia è al centro di un acceso dibattito che coinvolge l’organizzazione Reggio Children la presidente Maddalena Tedeschi e due delegazioni di insegnanti provenienti da scuole ebraiche statunitensi. La disputa nasce a seguito di una richiesta di presa di distanza dalle politiche del governo israeliano, che ha innescato proteste, cancellazioni di viaggi e accuse di antisemitismo da parte di diversi attori politici e sociali.
Il 6 ottobre, durante un’assemblea che ha radunato circa 400 genitori, insegnanti e rappresentanti dei Consigli d’infanzia, Tedeschi ha illustrato la necessità di un’esplicita condanna delle operazioni militari nella Striscia di Gaza e delle politiche del premier Netanyahu. La presidente ha citato Loris Malaguzzi, ricordando che “Nessun bambino può stare bene, se altri bambini soffrono, vicino o lontano da noi”. Il segretario provinciale di Avs Cosimo Pederzoli, ha ritenuto tale presa di posizione “necessaria ma tardiva” e ha richiesto di inserire anche un riferimento all’antisionismo definendolo “una forma di colonialismo e militarismo”.
Le delegazioni: cancellazione americana e presenza israeliana
Reggio Children aveva programmato l’arrivo di due gruppi, uno proveniente dagli Stati Uniti e l’altro dall’Israele, per il periodo compreso tra l’11 e il 16 ottobre. Dopo le dichiarazioni di Tedeschi, la delegazione americana, composta da circa 68 educatori affiliati al Paradigm Project, ha deciso di annullare il viaggio, temendo pressioni e potenziali insidie. Al contrario, il gruppo di insegnanti israeliani è rimasto confermato e ha partecipato agli incontri pedagogici previsti, tra cui workshop con esperti locali e visite a scuole della zona.
Motivi della cancellazione statunitense
Le scuole coinvolte, tra cui la Bernard Zell Anshe Emet Day School di Chicago, hanno riferito che la decisione è stata presa per “pressioni antisemite” e per timori legati alla sicurezza dei propri docenti, i cui profili erano stati analizzati da attivisti locali. In una dichiarazione rilasciata, la direttrice Jen Schiffer ha definito il viaggio “un’esperienza innocente diventata antisemitica”.
Ripercussioni internazionali e nuove cancellazioni
Il caso ha rapidamente superato i confini italiani: in novembre un’altra scuola ebraica americana ha cancellato una visita programmata a Reggio Emilia, mentre la Solomon Schechter Day School del New Jersey ha ritirato un proprio educatore. Interviste su canali come ABC7 di New York hanno mostrato educatori americani che definiscono l’intera vicenda “una delle esperienze più dolorose” vissute nella loro carriera, chiedendo perché una cittadina italiana debba chiedere una dichiarazione politica su conflitti esteri.
Reazioni politiche in Italia
Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha respinto con fermezza le accuse di antisemitismo rivolte al Comune, sostenendo che non trovano riscontro nei valori della città. La CGIL di Reggio ha invece espresso solidarietà a Tedeschi, definendo la “gogna mediatica” contro la presidente “grave e inaccettabile”. Dall’altra parte, il capo gruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha collegato la vicenda al dibattito sul ddl antisemitismo, accusando gli educatori ebrei di sfruttare la loro identità per fini politici. Anche Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica milanese, ha citato una frase del gerarca fascista Roberto Farinacci: “Ebrei razza immonda da seppellire in quanto tali”, per descrivere la retorica a suo avviso pericolosa.
Le cancellazioni negli USA minacciano relazioni di lunga data tra le scuole ebraiche e l’esperienza reggiana, mentre le accuse di antisemitismo alimentano un clima di tensione che rischia di avere ripercussioni durature sia sul territorio che sul panorama politico nazionale.



