18 Ottobre 2026 🌤 16°

Proteste per il caro vita: violenza in 13 città italiane

Proteste per il caro vita si sono accese in 13 città, ma a Milano, Bologna e Torino le piazze sono diventate scenari di violenza.

Proteste per il caro vita: violenza in 13 città italiane

Il movimento spontaneo denominato “Italia in Piazza” ha coinvolto tredici città italiane, attirando migliaia di cittadini irritati dall’aumento dei prezzi, dagli stipendi stagnanti e dalla pressione fiscale. La manifestazione, nata sui social e sui canali di messaggistica, ha preso forma in cortei a Milano, Napoli, Torino, Firenze, Roma, Bologna e altre importanti realtà locali. Sebbene la maggior parte dei partecipanti abbia marciato in modo pacifico, alcune frazioni hanno sfociato in episodi di violenza, trasformando le piazze centrali in veri teatri di conflitto urbano.

Milano: la guerra nella piazza Duomo

Nel cuore della capitale lombarda, la protesta si è trasformata in una guerriglia urbana. Nella zona di Piazza Duomo, gruppi di manifestanti hanno lanciato bombe di carta pietre e oggetti contundenti contro le forze dell’ordine, provocando l’intervento dei reparti mobili. Le autorità hanno risposto con l’impiego di lacrimogeni e idranti per disperdere le formazioni. Il bilancio sanitario segnala 25 feriti di cui 10 appartenenti alle forze dell’ordine, ospedalizzati in strutture come Niguarda, Clinica Città Studi, Policlinico, Fatebenefratelli e San Giuseppe. Nessun trasferimento è avvenuto in codice rosso, ma la pressione su pronto soccorso è stata notevole.

Dettagli sui feriti e le cure ospedaliere

Le vittime milanesi sono state distribuite come segue: 11 al Niguarda, 1 alla Clinica Città Studi, 6 al Policlinico, 5 al Fatebenefratelli e 2 al San Giuseppe. Oltre ai manifestanti, 10 agenti del Reparto Mobile hanno richiesto visite mediche, così come diversi appartenenti alla Digos, alle Carabinieri e alle forze di Polizia Locale. L’uso di più di 400 lacrimogeni è stato registrato dalle autorità, segno della gravità degli scontri.

Torino e Bologna: violenza diffusa e arresti minorili

A Torino, la tensione è sfociata in un’irruzione nella libreria Feltrinelli di Porta Nuova, dove i manifestanti hanno scaraventato libri a terra e provocato danni alle vetrine. Le forze dell’ordine hanno operato cariche di alleggerimento, arrestando 12 persone di cui 10 minorenni. Parallelamente, a Bologna, i disordini si sono concentrati nella zona della stazione ferroviaria e in Piazza Minghetti. Sono stati effettuati sette arresti con vari danni a vetrine, biciclette elettriche, cassette di raccolta rifiuti e cantieri. Anche qui, i giovani sono stati al centro dell’azione, con diversi identificati e portati in Questura per accertamenti.

Reazioni istituzionali e bilanci sanitari

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha condannato gli atti di violenza su X ribadendo che il diritto di manifestare è sacrosanto ma non può includere aggressioni a chi indossa una divisa. La premier Giorgia Meloni ha espresso rispetto per i manifestanti pacifici, ma ha richiesto alle opposizioni di condannare in modo inequivocabile le violenze. Anche le autorità locali, come la sindaca di Brescia Laura Castelletti, hanno sottolineato la gravità dei lanci di sedie, tavolini e petardi contro le forze dell’ordine. Complessivamente, più di 50 persone sono state trattenute in varie questure, con una componente significativa di minorenni, e i danni economici alle attività commerciali stanno già venendo quantificati.

Il panorama complessivo mostra una società profondamente frustrata dalle difficoltà economiche, ma mette in evidenza come una minoranza può trasformare proteste legittime in scenari di caos. Le autorità promettono indagini approfondite e la messa in atto di misure per prevenire ulteriori degenerazioni, mentre i movimenti civili cercano di mantenere il focus sul diritto di espressione pacifica.

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