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Criminalità ambientale Emilia-Romagna: dati, province e proposte

Il bilancio 2025 mostra 1.434 reati ambientali in Emilia-Romagna: diminuiscono ma permangono punti critici nei settori rifiuti, cemento e fauna.

Criminalità ambientale Emilia-Romagna: dati, province e proposte

Il quadro della criminalità ambientale in Emilia-Romagna nel 2025 evidenzia una lieve flessione nei reati ma segnala elementi strutturali che restano allarme. Nel corso dell’anno sono stati accertati 1.434 reati pari a circa quattro episodi al giorno, a fronte di circa 95.000 controlli con 1.200 persone denunciate e 9 arresti. L’aumento dei sequestri passati da 245 a 289, sottolinea una maggiore incisività nelle attività investigative, ma non elimina i nodi di criticità presenti nei settori più esposti.

Bilancio regionale 2025: settori e numeri chiave

Il comparto del ciclo dei rifiuti è risultato il più colpito, con 492 reati registrati in tutta la regione, confermando che proprio qui le ecomafie concentrano interessi e profitti illeciti. Al secondo posto si collocano i reati contro gli animali 446 casi che comprendono bracconaggio, traffici di specie protette e violazioni in allevamenti e pesca. Il ciclo del cemento ha fatto registrare 343 illeciti penali, mentre gli illeciti amministrativi complessivi sono diminuiti a poco più di 4.000 rispetto ai quasi 5.000 dell’anno precedente. Va inoltre segnalato l’aumento degli incendi agli impianti di gestione, con 76 eventi nel 2025 (+24,7% a livello nazionale), un dato che solleva preoccupazioni sulla sicurezza degli impianti e sulle dinamiche di infiltrazione criminale.

Indicatori giudiziari e operativi

Oltre alle denunce e agli arresti, i sequestri crescenti mostrano una fase operativa più attiva delle forze dell'ordine e delle autorità marittime: 289 sequestri complessivi nella regione dimostrano che i provvedimenti cautelari sono diventati uno strumento frequentemente adottato. Restano tuttavia preoccupazioni sulla capacità di monitoraggio permanente e sulla necessità di risorse per trasformare i sequestri in esiti giudiziari duraturi.

Province in evidenza: Rimini, Ravenna e Bologna

La classifica provinciale mette in luce concentrazioni territoriali significative. Rimini guida la graduatoria regionale con 289 reati accertati, seguita da Ravenna con 281. Bologna registra 201 reati, 115 persone denunciate e 28 arresti, collocandosi al 49° posto nella classifica nazionale per provincia. Nel dettaglio, per il ciclo del cemento Bologna è seconda in regione con 49 reati e 17 denunce, mentre per i reati contro gli animali la provincia è terza con 25 illeciti e 13 denunce. Sul fronte dei rifiuti, invece, Bologna si trova tra le province meno colpite regionalmente, con 34 illeciti e due arresti.

Dinamiche locali e implicazioni

La distribuzione provinciale mostra come le attività illecite seguano corridoi economici e logistiche consolidate: aree costiere e province con mercati edili attivi restano più esposte. Questo profilo territoriale richiede interventi di polizia ambientale mirati e una cooperazione più stretta tra Prefetture, Procure e Comuni per intervenire tempestivamente su cantieri, impianti di gestione rifiuti e allevamenti sospetti.

Le proposte normative e operative avanzate

Per rafforzare la risposta alle illegalità, sono state avanzate dieci proposte rivolte al Governo. Tra le richieste principali c’è il completamento dell’inserimento nel Codice penale di quattro nuovi delitti previsti dalla Direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente: la uccisione e il commercio di specie selvatiche protette il saccheggio delle acque la commercializzazione legata alla deforestazione e la produzione e il commercio illegale di F-gas. In particolare, il reato relativo agli F-gas è al momento di natura contravvenzionale e si chiede la sua qualificazione come delitto.

Altre proposte includono l’estensione del reato di produzione e commercio di prodotti inquinanti agli fitofarmaci illegali l’approvazione di un Piano nazionale di lotta all’abusivismo con risorse per gli abbattimenti finanziate tramite Ministero delle Infrastrutture e Cassa depositi e prestiti, e la modifica normativa per estendere il potere sostitutivo delle Prefetture sulle ordinanze di demolizione non eseguite dai Comuni. Viene inoltre sollevata la necessità di rivedere il meccanismo del subappalto a cascata e di reinserire il reato di abuso d’ufficio per contrastare le infiltrazioni corruttive negli appalti pubblici. Infine si propone di estendere le pene per gli incendi boschivi a tutti gli incendi di vegetazione e di aggravare la fattispecie colposa.

Queste misure puntano a colmare lacune normative e a potenziare strumenti operativi per trasformare i sequestri e i controlli in risultati giudiziari ed efficaci deterrenti. Il quadro emiliano-romagnolo del 2025 mostra progressi operativi, ma anche la necessità di interventi strutturali per recidere gli interessi delle ecomafie nei settori chiave.

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