L’ Auto e Moto d’Epoca 2026 ha aperto i battenti a BolognaFiere, confermandosi come l’evento di riferimento per gli estimatori di motori storici. Da giovedì 22 a sabato 25 ottobre, più di 5.000 veicoli – dalle supercar da competizione alle utilitarie d’epoca – si sono dati appuntamento sotto lo stesso tetto, attirando collezionisti, restauratori, famiglie e curiosi da tutta Italia e dall’estero.
Secondo la federazione mondiale dei veicoli storici, in Italia si contano circa 20 milioni di appassionati di auto e moto d’epoca, una cifra sorprendente rispetto alla popolazione totale. Questo dato si traduce in una presenza capillare di club, raduni locali e una rete di certificazioni internazionali che consentono la circolazione libera dei pezzi più rari. Alla fiera, oltre alle esposizioni tematiche, è possibile assistere a incontri con figure di spicco come il presidente della FIVA, Alberto Scuro, o con ex piloti leggendari.
Lancia Gamma Spider T-Roof: l’unico spider firmato Pininfarina
Nel padiglione del Boxer Lancia Club è esposta la Lancia Gamma Spider T-Roof, realizzata da Pininfarina nel 1978. Si tratta dell’unica versione spider mai prodotta dalla casa torinese, costruita su telaio n° 830 AC0-001009 di una Gamma Coupé 2500. Il design prevede un rinforzo centrale a “T” e due pannelli rigidi rimovibili, capaci di trasformare la coupé in una cabriolet senza compromettere la rigidità strutturale.
Dettagli tecnici e fascino estetico
Sotto il cofano troviamo un motore 2.5 L 4 cilindri boxer capace di erogare 140 CV, mentre il peso totale è di 1 260 kg. La carrozzeria, in una raffinata tonalità nocciola metallizzato, è completata da interni in velluto coordinato e porta la prestigiosa certificazione Targa Oro Asi. Questo pezzo è considerato una vera e propria opera d’arte su ruote, ideale per chi cerca l’equilibrio tra eleganza e sportività.
Autobianchi Y10 Turbo “Martini”: la mini-bomba di Miki Biasion
Accanto alle meraviglie della Lancia, lo stand del Club Piacentino Autoveicoli d’Epoca mostra l’ Autobianchi Y10 Turbo nella celebre livrea Martini Racing. Non è una semplice città, ma l’esemplare personale del due volte campione del mondo Rally, Miki Biasion, che ha messo il veicolo in vendita dopo un completo restauro. La livrea bianca con la caratteristica striscia rossa e blu richiama le glorie del motorsport degli anni ’80.
Performance, prezzo e storia
Il motore è un 1 050 cc 4 cilindri sovralimentato che eroga 85 CV, consentendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi. Il prezzo indicato, 24 900 euro, rende questa Y10 una proposta altamente competitiva per gli appassionati che desiderano possedere un pezzo di storia rally in forma compatta. La combinazione di design iconico e prestazioni vivaci la rende una delle attrazioni più richieste dalla platea.
Covini C6W: la gran turismo a sei ruote made in Italy
Il Club Piacentino Autoveicoli d’Epoca ospita anche la Covini C6W, una delle sole cinque unità prodotte. Ispirata alla Leggendaria Tyrrell P34 di Formula 1, presenta una configurazione a sei ruote con due assi anteriori sterzanti di piccolo diametro. Questa soluzione non è solo una trovata estetica: riduce l’acquaplaning, aumenta l’impronta a terra e migliora la stabilità in frenata.
Motorizzazione e impatto visivo
Il cuore della C6W è un V8 Audi da 4,2 L posizionato a poppa, capace di trasferire potenza alle quattro ruote posteriori. Il risultato è una gran turismo che unisce innovazione tecnica a una presenza scenica indimenticabile: le sei ruote, disposte in modo armonico, catturano gli sguardi di tutti i visitatori, rendendo la Covini una vera ambasciatrice della creatività italiana nel mondo delle auto d’epoca.
Il panorama della fiera e le prospettive future
Oltre ai tre gioielli descritti, la manifestazione ospita la mostra tematica Icons of Speed – Endurance Legends, con dodici vetture che tracciano l’evoluzione delle corse di durata. La presenza di marchi storici come Porsche, Bentley e Lancia, insieme a pezzi unici come la De Dion-Bouton Type V del 1904, testimonia la vastità e la profondità del motorismo storico. A livello istituzionale, la FIVA spinge per la diffusione di biocarburanti e progetti inclusivi, dimostrando che la passione per le auto d’epoca può essere un veicolo di innovazione sociale e ambientale.



