8 Giugno 2026 ☀ 21°

Ordinanza regionale anti caldo: stop ai lavori all’aperto nelle ore più critiche

La Regione Emilia-Romagna ha anticipato a oggi il provvedimento contro il caldo: divieto dalle 12.30 alle 16 nei giorni con rischio alto di Worklimate fino al 15 settembre 2026, con estensione a cave e rider e obblighi specifici per le piattaforme. Gli imprenditori contestano la misura: Non sono state concordate, se riaccade noi fuori dai tavoli istituzionali.

Ordinanza regionale anti caldo: stop ai lavori all’aperto nelle ore più critiche

L’Emilia-Romagna ha adottato un’ordinanza regionale pensata per proteggere i lavoratori più esposti alle ondate di calore. Firmato dal presidente Michele De Pascaleil provvedimento è operativo dal 3 giugno e resterà valido fino al 15 settembre 2026. L’intervento anticipa di un mese la tempistica rispetto all’anno precedente e introduce novità che allargano la tutela a nuove categorie professionali.

Il fulcro della misura è semplice e stringente: nei giorni valutati a rischio “Alto” dal sistema Worklimate — frutto della collaborazione Inail-Cnr — è vietato svolgere lavori all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16. Il divieto riguarda settori specifici indicati dall’ordinanza emessa dalla Regione Emilia-Romagna.

Ambiti interessati e novità dell’ordinanza

L’ordinanza si applica a lavoratori e lavoratrici impiegati in agricoltura e florovivaismonei cantieri edili e attività affini, nei piazzali della logistica destinati al deposito merci. A queste categorie si aggiungono, rispetto al 2026, il lavoro nelle cave e i rider impegnati nelle consegne con biciclette o e-bike. L’obiettivo dichiarato è limitare l’esposizione nelle ore più critiche della giornata per prevenire malori, colpi di calore e incidenti.

Rider e piattaforme digitali: obblighi specifici

Per i rider l’ordinanza introduce un obbligo operativo: le piattaforme di consegna devono inserire il rischio calore nei parametri che determinano i tempi di consegna e le distanze massime di percorrenza. Se l’organizzazione del lavoro avviene tramite algoritmo, questo dovrà essere aggiornato per tenere conto delle condizioni di rischio segnalate da Worklimateil sistema sviluppato da Inail e Cnr per fornire mappe previsionali sul pericolo da calore.

Orari flessibili per i cantieri e margini per i sindaci

Un’altra disposizione prevede che, nel periodo di vigenza dell’ordinanza, i cantieri all’aperto possano anticipare o posticipare di un’ora l’inizio e la fine delle attività, al fine di evitare il picco termico. Inoltre è consentito effettuare temporanee attività rumorose in deroga ai regolamenti comunali per permettere questa flessibilità. Resta, comunque, la facoltà per i sindaci e le sindache di adottare misure locali diverse o più restrittive sul proprio territorio.

Effetti pratici, sanzioni e strumenti di monitoraggio

L’entrata in vigore del divieto scatta in modo condizionato: sarà attivo solo nelle aree e nelle giornate in cui la mappa di Worklimate segnalerà un livello di rischio “Alto” alle ore 12. La mappa è resa disponibile grazie al progetto Worklimate sviluppato da Inail-Cnr su scala nazionale per tutelare i lavoratori esposti ad attività fisiche intense. Il testo integrale dell’ordinanza è pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna per consentire alle imprese e ai soggetti interessati di adeguarsi.

Il mancato rispetto degli obblighi indicati comporta l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge e rischia di configurare responsabilità penale richiamando l’articolo 650 c.p.. L’ordinanza vuole dunque coniugare la prevenzione sanitaria con la responsabilità normativa degli enti e dei datori di lavoro.

Reazioni delle imprese e parole dell’assessore

Le novità non sono state accolte senza critiche: rappresentanti delle imprese hanno espresso forte contrarietà definendo le misure frettolose e non concordate. La frase che sintetizza il malcontento è netta: “Non sono state concordate, se riaccade noi fuori dai tavoli istituzionali”. Queste parole segnalano tensioni tra Regione e operatori economici sulla tempistica e sulle modalità di applicazione del provvedimento.

Dal punto di vista istituzionale l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Pagliaha sottolineato che l’ordinanza mira a offrire il massimo strumento di protezione dai cambiamenti climatici per le persone che svolgono attività all’aperto, ribadendo la necessità di vietare il lavoro nella fascia oraria più calda a meno che non vengano adottate misure che garantiscano la piena sicurezza.

Il provvedimento riguarda il calendario estivo 2026 e interessa migliaia di lavoratori nelle diverse filiere regionali; tra gli aspetti pratici le imprese dovranno aggiornare turni, piani di sicurezza e, dove necessario, gli algoritmi delle piattaforme per rispettare i parametri previsti dall’ordinanza.

In sintesi, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di anticipare e ampliare la propria azione contro i rischi del caldo sul lavoro: la misura è operativa dal 3 giugno e resta in vigore fino al 15 settembre 2026con divieti che scattano nelle giornate classificate a rischio alto da Worklimate e con sanzioni previste in caso di inadempienza.

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