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Infermiere di Famiglia e di Comunità: il nuovo punto di riferimento dell’Ausl di Imola

Dal 15 giugno l'Azienda Usl di Imola attiva un servizio con cinque professionisti dedicati nelle Case della Comunità di Imola, Castel San Pietro Terme, Medicina e Borgo Tossignano per offrire ascolto, prevenzione e percorsi personalizzati

Infermiere di Famiglia e di Comunità: il nuovo punto di riferimento dell’Ausl di Imola

Dal 15 giugno l’Azienda Usl di Imola inaugura il nuovo servizio delle Infermiere e degli Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFeC)una figura pensata per essere un punto di riferimento stabile per cittadini, famiglie e caregiver. L’iniziativa si inserisce nelle linee di sviluppo della sanità territoriale e punta a integrare assistenza, prevenzione e orientamento ai servizi locali.

La scelta di operare direttamente nelle Case della Comunità e al domicilio risponde all’obiettivo di rendere i servizi sanitari più prossimi ai luoghi di vita delle persone, potenziando il raccordo con i servizi sociali e le risorse della comunità. Nella fase iniziale saranno coinvolti cinque professionisti che offriranno presenza costante in sedi distribuite sul territorio.

Compiti e ruolo operativo degli Infermieri di Famiglia e di Comunità

La nuova figura non si limita a interventi tecnici: l’IFeC è concepita come un punto di riferimento che accompagna il percorso di salute del cittadino. Tra le attività previste figurano l’orientamento ai serviziil supporto nella gestione delle malattie cronichela promozione della prevenzione e l’accompagnamento dopo un ricovero ospedaliero. Inoltre, gli infermieri lavoreranno per intercettare precocemente situazioni di fragilità e per attivare le reti di sostegno presenti sul territorio.

Un raccordo tra sanità e comunità

Operando nelle Case della Comunità e a domicilio, gli IFeC favoriranno il collegamento tra ambiti diversi: assistenza sanitaria, servizi sociali e realtà associative locali. Questo approccio mira a costruire percorsi assistenziali personalizzati e a semplificare l’accesso ai servizi per le persone con bisogni persistenti o in condizioni di fragilità.

Dove e quando trovare gli Infermieri: sedi e turni operativi

Nella fase di avvio saranno cinque i professionisti dedicati, con ambulatori attivi in più sedi per garantire un punto di riferimento riconoscibile per la popolazione. Le giornate e gli orari indicati per i presidi iniziali sono: Casa della Comunità di Imola (viale Amendola 8) il lunedì e il mercoledì dalle 11.30 alle 12.30Casa della Comunità di Castel San Pietro Terme (viale Oriani 1) il martedì dalle 11.30 alle 12.30Casa della Comunità di Medicina (viale Saffi 1) il giovedì dalle 11.30 alle 12.30Casa della Comunità della Vallata del Santerno a Borgo Tossignano (via VIII Centenario 4) il venerdì dalle 11.30 alle 12.30.

I cittadini potranno rivolgersi direttamente all’accoglienza della Casa della Comunità di riferimento, oppure accedere al servizio tramite il proprio medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta o attraverso i Punti Unici di Accesso dell’Azienda Usl di Imola. Questo sistema di accesso multiplo è studiato per favorire il contatto rapido e coerente con la nuova figura professionale.

Dichiarazioni istituzionali e valore strategico

Agostina Aimola, direttrice generale dell’Ausl di Imoladefinisce l’Infermiere di Famiglia e di Comunità come una “figura chiave della nuova sanità territoriale“. Secondo Aimola, il modello su cui si lavora è basato su prossimità, prevenzione, ascolto e accompagnamento, valorizzando inoltre la rete delle professioni e le risorse comunitarie.

Sabrina Gabrielli, direttrice assistenziale, sottolinea l’importanza dell’integrazione: “Percorsi personalizzati e integrazione tra servizi” sono centrali per intercettare più rapidamente i bisogni dei cittadini e per sostenere le persone e le famiglie nelle fasi di maggiore fragilità. Gabrielli precisa che l’IFeC non sostituisce altri servizi, ma opera in stretta collaborazione con tutte le figure professionali territoriali.

Il lancio del servizio, previsto come fase iniziale con cinque professionisti, costituisce un primo passo operativo verso il rafforzamento dell’assistenza territoriale. L’attivazione dal 15 giugno segna l’inizio di un processo che potrà essere monitorato e adattato in base ai bisogni rilevati nella comunità, mantenendo come riferimento le priorità di prossimità e continuità assistenziale.

Questo progetto punta a trasformare la presenza infermieristica in uno strumento di supporto continuo per la popolazione, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle cronicità, prevenire situazioni di rischio e facilitare l’accesso a servizi adeguati attraverso percorsi condivisi tra sanità e territorio.

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