8 Giugno 2026 🌤 20°

Affitti a Bologna: 1.250 euro per 70 m² e il canone si mangia il 58% del reddito

A Bologna l'affitto medio per un 70 m² è salito a 1.250 euro, con un aumento del 45% rispetto al 2019: l'incidenza sul reddito è del 58%, un livello che rende l'abitare un problema economico oltre che sociale

Affitti a Bologna: 1.250 euro per 70 m² e il canone si mangia il 58% del reddito

Il mercato degli affitti a Bologna mostra uno squilibrio marcato tra l’aumento dei canoni e la crescita delle retribuzioni: per un appartamento tipo di 70 metri quadrati oggi si pagano in media 1.250 euro al mese, una cifra che incide in modo significativo sul bilancio familiare e professionale dei residenti.

Negli ultimi anni la dinamica dei prezzi ha accelerato più di quanto abbiano fatto i salari: il confronto tra le variazioni percentuali mette in luce una forbice difficile da colmare e che interessa lavoratori, studenti e imprese alla ricerca di personale.

Quanto costa affittare: numeri e confronti con altre città

Per un appartamento di 70 m² il canone medio a Bologna si attesta sui 1.250 euro al mese valore inferiore solo a quello di Milano (circa 1.820 euro) e paragonabile a capoluoghi come Firenze e Roma che si aggirano intorno ai 1.340 euro. Questo posizionamento colloca Bologna tra le città più care d’Italia per l’affitto residenziale con impatti visibili sulla capacità di spesa delle famiglie.

Incidenza sul reddito

Analizzando il rapporto tra canone e stipendio, Bologna sale sul podio: mediamente il 58% dello stipendio netto viene assorbito dall’affitto di un appartamento tipo. Solo Milano e Firenze registrano incidenze più elevate (rispettivamente 73% e 62%), ma il dato bolognese resta allarmante perché lascia poco margine per le spese correnti come utenze, trasporti e generi alimentari.

Variazioni nel tempo: affitti e retribuzioni a confronto

Il movimento dei prezzi è stato particolarmente rapido: nel 2019 lo stesso appartamento di riferimento costava in media 860 euro al mese. Il progresso fino ai 1.250 euro attuali corrisponde a un aumento del 45% in sei anni collocando Bologna al terzo posto per crescita dei canoni tra le principali città italiane.

Dal lato delle retribuzioni il quadro è meno drammatico ma comunque insufficiente: tra il 2019 e il 2026 le retribuzioni nette a Bologna sono aumentate del 12% il tasso più alto insieme a Torino. Tuttavia, questo incremento rimane lontano dal ritmo dei canoni d’affitto, creando una discrepanza strutturale tra costo dell’abitare e capacità d’acquisto dei lavoratori.

Effetti sul mercato del lavoro e sulla mobilità

L’aumento degli affitti ha ripercussioni anche sulla domanda di lavoro locale: molte imprese segnalano difficoltà nel reperire personale perché i livelli dei canoni disincentivano trasferimenti e nuove assunzioni in città. Il problema

Richieste concrete degli attori economici

Le associazioni di categoria e rappresentanti dell’imprenditoria chiedono interventi mirati per riequilibrare il mercato: tra le proposte figurano l’incremento dell’offerta di alloggi a canone sostenibile, il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e iniziative di rigenerazione urbana. L’obiettivo dichiarato è evitare che Bologna diventi sempre più esclusiva, indebolendo la capacità di attrarre giovani lavoratori e professionisti.

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