4 Giugno 2026 ☁ 26°

Aft attive sette giorni su sette: il modello Ausl di Bologna spiegato

Il direttore sanitario Michele Meschi illustra il nuovo sistema delle Aft dell'Ausl di Bologna: 13 strutture attive, quasi 300 accessi durante il ponte e l'obiettivo di arrivare a 15-16 gruppi aggregati con ulteriori aree valutate in Appennino e in pianura.

Aft attive sette giorni su sette: il modello Ausl di Bologna spiegato

Il sistema di assistenza sul territorio dell’Ausl di Bologna ha introdotto un modello che mira a garantire la presenza dei medici di famiglia anche nei giorni festivi. In un’intervista resa nota il 04/06/2026, il direttore sanitario Michele Meschi ha fatto il punto sull’organizzazione delle Aft — le aggregazioni funzionali territoriali — che al momento contano tredici realtà operative. Il riferimento a un flusso di utenti registrato «durante il ponte quasi 300 pazienti» conferma l’impatto immediato di questa riorganizzazione sull’accesso alle cure primarie.

Cos’è l’Aft e quale problema risolve

Il termine Aft indica una forma di collaborazione fra medici di medicina generale finalizzata a rendere più stabile e continuativa la copertura medica territoriale. L’obiettivo è evitare che i cittadini debbano rivolgersi al pronto soccorso per problemi non urgenti nei giorni in cui il singolo medico è riposo. Questa struttura organizza turni e risorse in modo condiviso, rendendo possibile l’apertura degli ambulatori sette giorni su sette senza burden eccessivi su professionisti singoli. In pratica, l’Aft mette insieme competenze e orari per offrire una risposta locale e più adeguata rispetto alle emergenze di bassa intensità.

Benefici per i cittadini

Tra i vantaggi più evidenti c’è la riduzione di accessi impropri al pronto soccorso e una maggiore tempestività nell’erogazione delle prestazioni di primo contatto. L’implementazione delle Aft mira a rendere più agevole l’accesso a visite, certificati e consulti per patologie non critiche, favorendo la continuità assistenziale. Inoltre, la presenza di servizi attivi durante i giorni festivi contribuisce a una migliore distribuzione dei carichi di lavoro e a una qualità percepita più alta da parte dei pazienti.

Stato dell’implementazione nell’area di Bologna

Secondo il direttore sanitario Michele Meschi, al momento sono operative tredici Aft sul territorio dell’Ausl di Bologna. L’intenzione è di raggiungere, a regime, un totale di circa 15-16 gruppi aggregati, ampliando gradualmente la copertura. Questa fase di crescita viene accompagnata da una valutazione puntuale delle necessità locali: in particolare si stanno esaminando ulteriori aree sia in Appennino sia in pianura per capire dove l’attivazione di nuove Aft possa portare i benefici maggiori.

Numeri e prime evidenze

Un dato citato nel resoconto è significativo: «Durante il ponte quasi 300 pazienti» si sono rivolti agli ambulatori attivati. Questo numero è utilizzato come indicatore della domanda potenziale nei giorni festivi e aiuta a calibrare flussi di personale, orari e risorse. È un primo riscontro operativo che permette di adattare il modello in base alle reali necessità dei territori coinvolti.

Prospettive e criticità da monitorare

L’espansione delle Aft richiede monitoraggio continuo su più fronti, dalla disponibilità dei medici di famiglia alla logistica degli spazi, fino alla governance dei turni. Pur essendo un modello promettente, necessita di strumenti gestionali e di coordinamento per evitare sovrapposizioni o vuoti di copertura. Inoltre, l’efficacia dipende dalla capacità di integrare i servizi con il resto della rete territoriale e con le strutture ospedaliere, garantendo così una presa in carico coerente del paziente.

Criticità operative

Tra le principali sfide da affrontare ci sono la distribuzione delle risorse in aree rurali e montane, il mantenimento di standard qualitativi uniformi e la comunicazione verso i cittadini per fare comprendere il corretto utilizzo dei servizi. La decisione di valutare nuove Aft in Appennino e in pianura riflette proprio l’intenzione di adattare il modello alle caratteristiche demografiche e geografiche dei diversi territori.

Cosa cambia per l’utente

Per il cittadino la presenza di ambulatori aperti anche nei giorni festivi significa avere a disposizione un punto di riferimento per problemi non urgenti senza doversi spostare in ospedale. L’implementazione delle Aft si traduce in tempi di attesa potenzialmente più brevi e in una gestione più appropriata dei casi di bassa complessità. Allo stesso tempo richiede una fase di informazione robusta perché gli utenti sappiano quando e come rivolgersi a queste strutture.

Nel complesso, l’iniziativa dell’Ausl di Bologna rappresenta un passo verso una medicina territoriale più capillare e organizzata. Le dichiarazioni del direttore sanitario Michele Meschi del 04/06/2026 evidenziano sia i primi risultati operativi — come il flusso registrato durante il ponte — sia la roadmap per arrivare a una rete di 15-16 Aft, con l’intento di valutare ulteriori interventi in Appennino e in pianura per estendere la copertura e migliorare l’accesso alle cure primarie.

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