20 ottobre 2026 🌤 18°

Bologna avvia il voto online per 12 progetti da 175mila euro ciascuno

Il voto digitale parte con un boom: oltre 4.400 bolognesi hanno già scelto i progetti da finanziare, tra cui il popolarissimo Viola Playground.

Bologna avvia il voto online per 12 progetti da 175mila euro ciascuno

Dal 19 ottobre 2026 alle ore 12, il Comune di Bologna ha aperto le urne digitali per il Bilancio partecipativo 2026. In sole 24 ore più di 4.400 cittadini hanno espresso una preferenza, superando di gran lunga le prime fasi delle precedenti edizioni del 2017, 2018, 2019-2020 e 2023. Il meccanismo consente di assegnare 175mila euro a ciascuno dei 12 progetti che saranno selezionati, per un investimento complessivo di 2,1 milioni di euro destinati alla riqualificazione urbana di tutta la città.

Distribuzione dei voti: Navile e Borgo Panigale-Reno in prima fila

Secondo i dati preliminari, il quartiere Navile ha raccolto 910 preferenze, seguito a distanza di un solo voto da Borgo Panigale-Reno con 909. Insieme coprono il 21,6% dei voti registrati. Santo Stefano si posiziona al terzo posto con 835 voti (19,8%), mentre San Donato-San Vitale attira 766 scelte (18,2%). Porto-Saragozza registra 517 preferenze (13,1%) e Savena chiude la classifica con 278 voti (6,6%). La differenza di partecipazione è evidente anche nel numero di proposte presentate: San Donato-San Vitale ne ha 11, Navile 10, Borgo Panigale-Reno e Savena ne hanno 9 ciascuno, Porto-Saragozza 6 e Santo Stefano 4.

Una partecipazione più intensa rispetto alla popolazione

Nonostante un numero ridotto di proposte, Santo Stefano ha dimostrato una capacità di mobilitazione molto alta rispetto al suo abitante, mentre Savena ha espresso meno di un terzo delle preferenze di Navile, indicando una zona che potrà beneficiare delle campagne di sensibilizzazione in corso.

Il progetto che ha conquistato il pubblico: Viola Playground

Tra le 49 idee presentate, la più votata è Viola Playground che ha ottenuto 630 preferenze nella prima rilevazione. Si tratta di un intervento mirato alla creazione di un’area verde attrezzata per sport, gioco e aggregazione, dimostrando che i cittadini privilegiano proposte che migliorano la qualità della vita quotidiana. Le altre proposte includono nuovi percorsi pedonali e ciclabili, arredi urbani, spazi inclusivi e interventi di valorizzazione del verde pubblico, tutti elementi che hanno guidato le scelte della popolazione nella fase iniziale.

Obiettivi, regole e novità introdotte quest’anno

La scadenza per il voto è fissata alle ore 12 del 9 novembre 2026 con l’ambizioso traguardo di 30.000 voti da raggiungere in 21 giorni. Dopo le prime 4.400 votazioni, si è già superato il 14% dell’obiettivo. Per mantenere il ritmo, è necessario un afflusso medio di circa 1.228 voti al giorno. La modalità di partecipazione è aperta a chiunque abbia compiuto 16 anni e viva, studi, lavori o faccia volontariato a Bologna, anche se non residente o non cittadino italiano, a condizione di rispettare i requisiti del regolamento. Ogni persona può votare una sola volta, tramite la piattaforma Partecipa.

Fattore di equità: un nuovo criterio di selezione

Per la prima volta, il bilancio introduce il fattore di equità un parametro che valorizza le zone più bisognose di interventi. Così, oltre al numero di preferenze, la graduatoria finale terrà conto della situazione di partenza di ciascun quartiere, evitando che le aree già più attive monopolizzino le risorse.

Assistenza digitale e nuovo spazio “Partecipa”

Per chi ha difficoltà con gli strumenti online, il Comune ha attivato sportelli “Case digitali” nelle Case di Quartiere e punti di supporto gestiti dagli Agenti di Prossimità della Fondazione IU Rusconi-Ghigi. Inoltre, è stata lanciata una nuova sezione “Partecipa” nell’Area Personale del cittadino, dove è possibile consultare la propria memoria storica di partecipazione, le votazioni effettuate, gli eventi a cui si è iscritti e i contributi inviati all’amministrazione.

Il Bilancio partecipativo 2026 rappresenta quindi non solo un’opportunità di investimento per i quartieri bolognesi, ma anche un modello di democrazia digitale che punta a rendere più equa la distribuzione delle risorse pubbliche, coinvolgendo direttamente i cittadini nella scelta del proprio futuro urbano.

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