Bologna si prepara a celebrare Francesco Guccini in un modo unico: l’Osteria delle Dame storico locale fondato dal cantautore nel 1970 insieme a Padre Michele Casali, sta per riaprire le sue porte come museo. Un progetto che assume un significato ancora più profondo dopo la scomparsa del Maestro, avvenuta il 6 agosto 2026.
L’iniziativa è stata portata avanti da Andrea Bolognini, avvocato e fondatore della ‘Casa della canzone d’autore’, che ha rilevato il locale nel 2017. “Speravamo che ci fosse anche lui”, ha dichiarato Bolognini, sottolineando come la morte di Guccini rappresenti “un lutto collettivo” e “un grande smarrimento” per la città.
Un viaggio nel tempo: l’Osteria delle Dame come museo
L’Osteria delle Dame, chiusa dal 1987 per motivi legali-amministrativi, ha mantenuto intatto il suo arredamento originale degli anni ’70. Ora, grazie alla trasformazione in museo, sarà possibile accedere all’archivio storico del locale, composto da foto, video e documenti, molti dei quali inediti. Il percorso espositivo restituirà l’atmosfera, l’epoca e la memoria di un luogo che ha segnato la storia della musica italiana.
“È l’unica forma che ci consente di salvarlo e tenerlo aperto”, spiega Bolognini, ricordando che il locale non ha mai avuto permessi di uso pubblico o licenze commerciali. La programmazione non sarà quella di un locale aperto ogni sera, ma ci sarà spazio per eventi selezionati presentazioni e musica “in forma rispettosa”. “Tutto quello che potremo fare, lo faremo”, aggiunge Bolognini, sottolineando l’importanza di mantenere vivo il ricordo di Guccini.
Guccini e Bologna: un legame indissolubile
L’Osteria delle Dame non è solo un locale, ma un simbolo della formazione artistica di Guccini. “Francesco è stato un punto di riferimento, un elemento di formazione per tantissimi ragazzi ed ex ragazzi”, ricorda Bolognini. “Era l’equivalente di un grande scrittore, di un grande poeta”.
Il locale, nato come spazio di musica, convivialità e goliardia, è stato anche il laboratorio in cui Guccini si è formato come intrattenitore. “Parliamo di anni e anni di vita notturna bolognese, con tutto quello che ne è derivato”, spiega Bolognini. “Non era solo vino e musica: era un aspetto culturale della città, e un po’ anche d’Italia”.
Da Vito: un altro luogo del cuore
Oltre all’Osteria delle Dame, un altro luogo che ha segnato la vita di Guccini è l’osteria Da Vito situata in via Paolo Fabbri 43, a pochi passi dall’Osteria delle Dame. “Il Maestro, qua lo chiamavamo così”, racconta Luca, storico dipendente del locale. “Era uno di famiglia”.
Da Vito, Guccini ha passato molte serate, giocando a carte, bevendo e suonando. “Ricordo con piacere quando suonavano qua dentro, facevano tardi fino alla mattina”, racconta Alice Pagani, titolare del locale. “Ricordo le loro canzoni meravigliose, soprattutto quanto erano spensierati. Perché si vedeva quanto si divertivano”.
La morte di Guccini ha destato cordoglio e dispiacere in tutta Italia. Davanti alla casa del cantautore in via Paolo Fabbri 43, sono comparsi i primi fiori e biglietti di addio. “Con lui se ne va una parte della mia vita”, ha scritto Angela, una delle tante persone che hanno voluto omaggiare il Maestro.
Un omaggio permanente a Guccini
La trasformazione dell’Osteria delle Dame in museo rappresenta un omaggio permanente a Francesco Guccini e alla sua eredità artistica. “Ci sarà un motivo ancor più valido per tenere vivo e aperto il locale e il ricordo di lui”, conclude Bolognini. “Perché Guccini, dice Bolognini, non era solo la musica: era un riferimento in senso ampio”.
Con l’apertura del museo, Bologna e l’Italia intera avranno l’opportunità di riscoprire e celebrare la vita e l’opera di uno dei più grandi cantautori italiani, in un luogo che ha segnato la sua storia e quella della musica italiana.



