La tranquillità del lungolago di Porto Torchio a Manerba è stata interrotta da una scoperta inaspettata: un passante ha notato e segnalato un oggetto sospetto che, una volta verificato, si è rivelato essere un ordigno bellico risalente alla Seconda guerra mondiale. Per motivi di sicurezza è scattata immediatamente la procedura di allontanamento della zona, con l’intervento coordinato di diverse forze e servizi per gestire il rischio e tutelare i presenti.
L’intervento si è svolto con modalità pianificate: sul posto sono arrivati i Carabinieri, la polizia locale dell’Unione dei Comuni della Valtènesi e gli artificieri specialisti del 10° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito, giunti appositamente da Cremona. All’operazione hanno preso parte anche il personale sanitario e le forze di vigilanza marittima e finanziaria per monitorare l’area lacustre antistante la spiaggia.
Recupero e trasferimento dell’ordigno nei giardini di Porto Torchio
Dopo l’individuazione, gli specialisti hanno identificato il reperto come una bomba a mano di manifattura tedesca probabilmente rimasta inosservata dal periodo bellico. Gli artificieri hanno prima proceduto a mettere in sicurezza l’ordigno seguendo le procedure tecniche previste per il rischio esplosivo, quindi lo hanno spostato a piedi per alcune decine di metri fino a raggiungere un’area ritenuta più idonea per le operazioni di bonifica: i giardini di Porto Torchio a breve distanza dalla linea di costa.
Durante il trasferimento e la fase di isolamento, la zona è rimasta interdetta al pubblico per garantire che non vi fossero danni secondari. Per assicurare la massima protezione ai cittadini e agli operatori sono state impiegate unità di supporto tra cui un’ambulanza e la Croce Bianca di Brescia, oltre alla Guardia Costiera e alla Guardia di Finanza che hanno contribuito a presidiare l’area acquatica antistante la spiaggia.
Brillamento controllato e riapertura della spiaggia
Una volta predisposte le condizioni di sicurezza, gli artificieri hanno effettuato il brillamento controllato dell’ordigno nei giardini individuati. L’esplosione è stata gestita in modo da contenere gli effetti sul perimetro circostante e senza causare ferimenti o danni materiali rilevanti. Alla procedura era presente anche il sindaco di Manerba, Flaviano Mattiotti che ha seguito le fasi finali dell’intervento insieme ai responsabili operativi.
Terminata l’operazione di brillamento e completati i rilievi di sicurezza, le autorità hanno riaperto l’area al pubblico. La spiaggia e il percorso lungolago sono tornati accessibili in tempi rapidi, dopo le verifiche che hanno confermato l’assenza di ulteriori minacce. L’esito positivo dell’intervento ha permesso alla comunità locale di riprendere le normali attività di balneazione e passeggio.
Presidio e coordinamento tra enti coinvolti
L’azione dimostra come sia fondamentale il coordinamento tra diverse componenti istituzionali in presenza di ordigni bellici ritrovati: forze dell’ordine, militari specializzati, soccorso sanitario e autorità locali hanno lavorato in sinergia per limitare i disagi e ridurre i rischi. L’episodio è un promemoria della presenza residua di materiali pericolosi legati a conflitti passati e dell’importanza delle procedure di segnalazione da parte dei cittadini.
La gestione dell’intervento ha privilegiato la sicurezza pubblica e la rapidità d’azione: la segnalazione tempestiva del passante ha consentito di attivare il protocollo di emergenza, mentre l’impiego del 10° Reggimento Genio Guastatori ha garantito competenze tecniche adeguate per il recupero e il brillamento dell’ordigno.
Le autorità invitano chiunque trovi oggetti sospetti a non toccarli e a segnalare immediatamente la scoperta ai numeri di emergenza, in modo che le squadre specializzate possano intervenire in sicurezza. L’intervento di Porto Torchio si chiude con la rassicurazione che le procedure adottate hanno permesso di risolvere la situazione senza conseguenze per i presenti e con la riapertura della zona interessata.



