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Boss della ‘ndrangheta arrestato in Spagna e trasferito in Italia

Domenico Paviglianiti, esponente di vertice della 'ndrangheta, è stato catturato in Spagna e trasferito in Italia per scontare una condanna di oltre 19 anni

Boss della ‘ndrangheta arrestato in Spagna e trasferito in Italia

Un importante colpo contro la ‘ndrangheta è stato sferrato con l’arresto di Domenico Paviglianiti, esponente di vertice della cosca omonima. Latitante dal 2026, Paviglianiti è stato catturato in Spagna e trasferito in Italia per scontare una condanna di oltre 19 anni di carcere per reati gravi come associazione mafiosa, omicidio e traffico di armi.

La sua cattura è il risultato di una stretta collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e spagnole, dimostrando ancora una volta l’efficacia della cooperazione internazionale nel contrasto alla criminalità organizzata.

L’arresto in Spagna

Domenico Paviglianiti è stato individuato a Soria una città dell’entroterra spagnolo a circa 200 chilometri da Madrid. La sua posizione è stata scoperta grazie alle indagini della Guardia di finanza e dell’Udyco Central la divisione della polizia spagnola specializzata nel contrasto al narcotraffico e alle organizzazioni criminali internazionali.

Il 26, Paviglianiti è stato fermato dalla Polícia Nacional mentre usciva da un ristorante. L’operazione è stata condotta in collaborazione con il Gico (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata) della Guardia di finanza di Reggio Calabria.

Il trasferimento in Italia

Dopo il via libera dell’autorità giudiziaria spagnola, Paviglianiti è stato prelevato all’aeroporto di Madrid-Barajas. A scortarlo sono stati gli operatori dell’unità I-Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) insieme ai militari della Guardia di finanza di Reggio Calabria. Il trasferimento si è concluso all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.

Dopo il fotosegnalamento e la notifica del mandato da parte della polizia di frontiera aerea, Paviglianiti è stato affidato alla polizia penitenziaria e trasferito in carcere.

Il ruolo di Paviglianiti nella ‘ndrangheta

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il percorso criminale di Paviglianiti si inserisce anche nella cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta combattuta tra il 1985 e il 1991. In quel periodo, Paviglianiti avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano, schierandosi a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello. Un conflitto caratterizzato da numerosi omicidi e capace di modificare profondamente gli equilibri mafiosi nella provincia di Reggio Calabria.

Nel corso degli anni, Paviglianiti è stato raggiunto da diversi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per reati di particolare gravità. L’ordine di esecuzione della Procura di Bologna ha ora chiuso la sua latitanza, consentendo l’avvio della detenzione in Italia.

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