Il calciomercato estivo 2026 del Bologna si è chiuso con un bilancio economico positivo, ma non senza suscitare discussioni tra i tifosi. La società rossoblù ha dovuto fare i conti con la mancata qualificazione alle coppe europee, un fattore che ha influenzato significativamente le scelte di mercato. Tra cessioni di giocatori chiave e l’arrivo di nuovi talenti, il club ha cercato di bilanciare le esigenze tecniche con quelle finanziarie.
La sessione di mercato è stata caratterizzata da addii importanti, con tre big che hanno lasciato Casteldebole. Tra questi, Jonathan Rowe, passato all’Atalanta in una delle ultime operazioni della finestra estiva. La cessione di Rowe, insieme a quelle di Lucumí e Santiago Castro, ha portato nelle casse del Bologna un ingente bottino economico, ma ha anche lasciato un vuoto tecnico non facile da colmare.
Le cessioni che hanno fatto discutere
La partenza di Jonathan Rowe è stata senza dubbio la più dolorosa per i tifosi rossoblù. Il giocatore è stato ceduto all’Atalanta per una cifra complessiva di 40 milioni di euro, con un prestito iniziale di 5 milioni e un obbligo di riscatto di 30 milioni più 5 di bonus. Insieme a Rowe, hanno lasciato il club anche Lucumí, trasferitosi alla Juventus, e Santiago Castro, altro pezzo pregiato della squadra.
Non sono mancati altri addii significativi: Freuler, svincolato, non ha trovato un accordo per il rinnovo; Federico Ravaglia ha fatto le valigie per l’Inghilterra, mentre Thijs Dallinga è stato ceduto in prestito oneroso al Colonia. Benjamin Dominguez è finito in prestito al Sassuolo, e Mihalo Ilic ha trovato una nuova casa a Cesena. Niente da fare, invece, per Casale e Karlsson, tra gli esuberi con il contratto più pesante.
I nuovi volti del Bologna
Dall’altra parte della bilancia, il Bologna ha puntato su giovani prospetti e prestiti con opzione di riscatto. Tra gli acquisti più significativi, Mikel Amondarain, centrocampista argentino arrivato dall’Estudiantes per 10 milioni di euro, e Rahim Alhassande, sbarcato dal Real Oviedo. Il primo acquisto ufficiale dell’estate è stato Luigi Caccavo, punta del 2004 acquistata dal Lumezzane e poi girata in prestito alla Juve Stabia.
In attacco, i due innesti principali sono stati Artem Dovbyk, arrivato in prestito con diritto di riscatto dalla Roma, e Roberto Piccoli, preso in prestito dalla Fiorentina con obbligo di riscatto in caso di salvezza. Negli ultimi giorni di mercato, il Bologna ha piazzato altri due colpi: il ritorno di Arthur Theate e l’acquisto di Jay Enem dalla Stella Rossa. Infine, Samuel Mbangula, l’uomo chiamato a colmare il vuoto lasciato da Rowe, è stato preso in prestito oneroso dal Werder Brema.
Bilancio economico e prospettive future
La sessione estiva del Bologna ha fatto registrare un bilancio economico positivo, con un avanzo di circa 53,2 milioni di euro, che possono diventare 59,7 milioni con i bonus. Le cessioni hanno portato nelle casse del club una somma complessiva di 91,5 milioni di euro più 9,5 di bonus. Tra gli affari più redditizi, la cessione di Castro per 35 milioni più 5 di bonus, e quella di Rowe per 30 milioni più 5 di bonus.
Gli acquisti, invece, sono stati più contenuti, con un budget ridotto a causa della mancata qualificazione alle coppe europee. Il saldo tecnico è negativo, ma il club ha sistemato il bilancio attuale e anche quello del prossimo anno. Rowe e Piccoli, ad esempio, sono operazioni a titolo definitivo camuffate con prestito e obbligo di riscatto, una mossa che permette al Bologna di partire in attivo anche nel bilancio del 2027/28.
Nonostante le critiche, il Bologna ha dato subito un segnale positivo sul campo, contro l’Atalanta. L’idea di gioco di Tedesco c’è, ma servirà tempo per vedere i frutti di questa sessione di mercato. Intanto, la proprietà dovrà ricapitalizzare 10/12 milioni di euro, ma il piano economico-finanziario sembra essere ben strutturato.



