Sta per iniziare una fase di caldo anomalo che interesserà l’Italia e ampie aree d’Europacon effetti particolarmente evidenti sul centro-nord e, in modo concreto, sull’Emilia-Romagna e sul territorio di Piacenza. A partire da mercoledì 17 giugno le condizioni meteorologiche saranno dominate da un rafforzamento dell’alta pressione subtropicaleresponsabile di giornate molto stabili e soleggiate e di un progressivo aumento delle temperature massime.
Previsioni ufficiali e intervallo temporale osservato
Secondo le previsioni di Arpae Emilia-Romagnale massime da mercoledì 17 e almeno fino a mercoledì 24 giugno resteranno ampie-mente sopra i 35 gradi nelle pianure regionali e nei fondovalle. Il modello mostra che nel corso del fine settimana locali punte potrebbero sfiorare i 40 gradi. Si parla quindi di un’ondata di calore rilevante sia per l’intensità sia per la durata, con un accumulo di calore negli edifici e nei tessuti urbani più densi.
Servizi di monitoraggio attivi
È attivo sul sito di Arpae il servizio di previsione del disagio bioclimaticoche aggiorna quotidianamente le condizioni per il giorno stesso e per i due giorni successivi. Per giovedì 18 giugno sono previste condizioni di disagio nella maggior parte dell’area di pianura della regione e nelle aree urbane; è inoltre disponibile un grafico interattivo che mostra l’andamento della temperatura media regionale osservata e prevista rispetto alla norma climatica.
Riferimenti storici e confronto con il 2026
Il quadro climatico recente conferma una tendenza al rialzo delle ondate calde. Giugno 2026 è stato il secondo mese di giugno più caldo in Emilia-Romagna dal 1961con il periodo più intenso tra il 23 giugno e il 4 luglio 2026. In quell’occasione, a Bologna le temperature raggiunsero i 38 gradi il 26 giugno e si registrarono 6 giornate classificate con disagio bioclimatico forte.
Consolidamento di una tendenza
Le analisi probabilistiche indicano che, nei giorni di previsione, le temperature potrebbero localmente superare i record osservati l’anno precedente. Questo andamento conferma che dalle prime decadi degli anni 2000 il verificarsi di ondate di calore intense è diventato più frequente: nelle pianure romagnole la temperatura media estiva degli ultimi trent’anni è aumentata di 1,6 gradimentre le temperature massime assolute sono salite di 2,4 gradi.
Dichiarazioni e indicazioni sugli estremi termici
Per il presidente di AmproPierluigi Randile proiezioni dei modelli mostrano anomalie termiche molto elevate su gran parte del continente: il Nord Italia potrebbe registrare temperature superiori alla media anche di 8-10 gradi. Randi sintetizza così il fenomeno con una frase che riassume il trend osservato: “Aumentano i picchi estremi”. Questo significa che non solo la temperatura media sale, ma che gli episodi di caldo intenso diventano più frequenti e più severi.
Impatto sulle città e sugli edifici
L’insistenza di giornate soleggiate e senza ventilazione favorisce il riscaldamento degli immobilicon accumulo di calore soprattutto nelle aree urbane più costruite. Tale condizione aumenta il disagio nelle ore serali e notturne, riducendo le possibilità di raffreddamento naturale e incrementando la domanda di soluzioni di climatizzazione.
Indicazioni per la popolazione e gruppi vulnerabili
Durante le ondate di caldo è fondamentale porre attenzione alle persone più fragili: bambini, anziani, persone con patologie e lavoratori esposti all’aperto. Le raccomandazioni pratiche includono bere regolarmente, preferire frutta e verdura, evitare l’esposizione nelle ore più calde, non lasciare persone o animali in auto al sole e cercare di trascorrere più tempo possibile in ambienti climatizzati. Le Aziende sanitarie locali forniscono materiali informativi dettagliati per l’emergenza caldo.
Nel periodo indicato dalle previsioni, il monitoraggio meteorologico e le informazioni aggiornate sul disagio bioclimatico restano lo strumento principale per orientare comportamenti individuali e misure di tutela collettiva.



