Sabato 27 giugno, nella chiesa di San Giovanni Nuovo avrà luogo un passo significativo nel percorso vocazionale del seminarista Matteo Boarini. La celebrazione, fissata per le 20 sarà presieduta dal vescovo di Imola Giovanni Mosciatti e rappresenta il conferimento del ministero dell’accolitato un incarico che accompagna la fase di formazione al sacerdozio.
Il rito si inserisce in un cammino già segnato da un precedente riconoscimento: il 29 lo stesso Matteo era stato istituito lettore. L’appuntamento a San Giovanni Nuovo sarà
La cerimonia e il ruolo dell’accolitato
La celebrazione del conferimento dell’accolitato sottolinea una dimensione pratica e relazionale del ministero: non si tratta soltanto di gesti liturgici, ma di un servizio che tiene insieme la comunità. Il vescovo Giovanni Mosciatti presiederà la messa delle 20 a San Giovanni Nuovo e, nella liturgia, affiderà a Matteo compiti che lo pongono in prossimità dell’altare e dei fedeli.
Compiti e significato
Secondo la tradizione ministeriale, l’accolito svolge funzioni concrete durante l’Eucaristia e all’esterno della celebrazione. Matteo spiega che «l’accolito è colui che si mette pienamente a servizio della comunione»: questa definizione mette al centro la dimensione della comunione eucaristica il servizio al sacerdote e al diacono e l’attenzione verso chi è più distante dalla comunità.
Le parole di Matteo Boarini sulla missione
Il seminarista ha illustrato il senso della nomina con riflessioni che richiamano alla cura relazionale: l’accolito è chiamato a «tessere relazioni» e a lasciare che, in quelle relazioni, emerga la presenza di Gesù. Per Matteo, questo servizio si traduce anche in gesti concreti verso i malati: «Portando Gesù nel pane consacrato ai malati nelle loro case mantiene viva la comunione», parole che richiamano l’importanza di non limitare la comunione alla sola assemblea liturgica ma di estenderla a chi soffre.
Attesa e disponibilità al servizio
Nel descrivere il suo stato d’animo in vista della cerimonia, Matteo ha condiviso un sentimento di riconoscenza: «Attendo con gioia e gratitudine questo giorno affidando il mio cammino al Signore». Questa dichiarazione sintetizza la doppia prospettiva personale e comunitaria del ministero: formazione interiore e responsabilità pubblica all’interno della diocesi di Imola.
Contesto e presenza della comunità
La funzione delle 20 a San Giovanni Nuovo si presenta come un’occasione di incontro per la parrocchia e per chi segue il percorso dei seminaristi. La nomina all’accolitato non è un atto isolato, ma un momento che riafferma il legame tra la formazione dei candidati al sacerdozio e la vita concreta della comunità civile e religiosa.
Tra i presenti alla cerimonia sono previsti confratelli e membri della comunità diocesana; nelle immagini correlate all’evento compare anche Stefano Bucchi che compare in fotografia accanto al vescovo e al seminarista, a testimonianza della prossimità e del sostegno che circondano chi percorre questa strada vocazionale.
La serata, svolgendosi a San Giovanni Nuovo sotto la guida del vescovo Giovanni Mosciatti offre ai partecipanti non solo un rito formale ma anche un invito alla corresponsabilità: l’accolito, come ruolo, rimanda all’idea che il servizio liturgico sia espressione di cura verso la comunità intera.
Perché questo passo è rilevante
Il conferimento dell’accolitato è significativo perché sancisce una progressione nella formazione teologica e pastorale di Matteo, reduce dal quarto anno di teologia. L’istituzione come lettore lo scorso 29 è stato un primo riconoscimento ufficiale; sabato 27 giugno, con la messa delle 20, la comunità vedrà un ulteriore sviluppo del suo percorso ministeriale.
La presenza del vescovo e la partecipazione della comunità sottolineano la portata ecclesiale di questa tappa nel cammino verso il sacerdozio.



