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Cessioni mirate e investimenti: Barilla conferma garanzie occupazionali

Barilla ha avviato trattative avanzate per la cessione di Marcianise, Altamura e Castelplanio; i sindacati hanno risposto con uno sciopero di 16 ore e il gruppo conferma investimenti al Sud.

Cessioni mirate e investimenti: Barilla conferma garanzie occupazionali

Il Gruppo Barilla ha reso noto che sono in fase di negoziazione avanzata le proposte presentate dal Pastificio Liguori S.p.A. per l’acquisizione dello stabilimento di Marcianise (CE) e da Molino Casillo S.p.A. per i molini di Altamura (BA) e Castelplanio (AN). Questa ricollocazione di asset rientra in una riconfigurazione industriale che il gruppo presenta come finalizzata a rendere i siti più efficienti e sostenibili, preservando allo stesso tempo le competenze locali.

Nel commento ufficiale il Gruppo ha sottolineato che “la continuità occupazionale per tutte le persone coinvolte è un prerequisito fondamentale per entrambe le operazioni“; la formula è posta a garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali e della produttività dei siti interessati. Parallelamente, il progetto prevede che nei siti ceduti continueranno a essere realizzate produzioni destinate al Gruppo Barilla attraverso contratti pluriennali di fornitura con le società acquirenti.

Dettagli delle proposte e ruoli di Liguori e Casillo

Secondo quanto comunicato, Pastificio Liguori S.p.A. ha avanzato una proposta per lo stabilimento di Marcianise mentre Molino Casillo S.p.A. si è fatta avanti per i mulini di Altamura e Castelplanio. Il Gruppo Barilla afferma che Liguori e Casillo hanno espresso la disponibilità e volontà di preservare la continuità produttiva dei siti coinvolti tutelando l’occupazione e le competenze presenti nei rispettivi territori e assicurando nuove prospettive di sviluppo nel lungo periodo. Questo passaggio sottolinea che le trattative non intendono interrompere la produzione né disperdere il capitale umano tecnico e operativo presente negli stabilimenti.

La strategia illustrata dal gruppo include inoltre l’impegno a stipulare contratti pluriennali di fornitura con le società acquirenti: questa soluzione è pensata per garantire che i siti, pur sotto nuova proprietà, restino parte integrante della filiera del Gruppo Barilla e continuino a produrre per il marchio secondo standard concordati.

Risposta sindacale e stato di agitazione

I rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori hanno reagito alla prospettiva di cessione con una mobilitazione sindacale. Le RSU insieme a Fai, Flai e Uila hanno confermato lo stato di agitazione e proclamato un pacchetto di 16 ore di sciopero a livello di gruppo, motivando la scelta con la mancata apertura di un confronto percepita come insufficiente. Nel comunicato sindacale si legge che, se le ipotesi divenissero realtà senza un reale dialogo, questo rappresenterebbe una dimostrazione della mancanza di volontà dell’azienda di contrattare sulle ricadute occupazionali.

Calendario e prime azioni di protesta

Le prime 8 ore del pacchetto di sciopero sono previste per una giornata di mobilitazione che include anche il sostegno al tavolo regionale convocato sulla vertenza. I sindacati chiedono a Barilla di rivedere le scelte che porterebbero all’avvio delle procedure di cessione degli stabilimenti citati e sollecitano maggiori garanzie concrete sul mantenimento dei posti di lavoro e sulle condizioni contrattuali delle persone coinvolte.

Il Gruppo, da parte sua, si è dichiarato disponibile ad approfondire i dettagli del piano industriale con sindacati e istituzioni, ribadendo però che “La solidità del progetto e la volontà di garantire i livelli occupazionali e la continuità produttiva del sito” costituiscono un prerequisito fondamentale per l’operazione. Questa posizione vuole tranquillizzare le parti sul fatto che l’intervento organizzativo è pensato per non penalizzare la forza lavoro, pur cambiando l’assetto proprietario di alcuni siti.

Il piano per il Mezzogiorno e l’investimento a Foggia

All’interno della riconfigurazione industriale nel Sud, il Gruppo ha confermato la realizzazione di un polo integrato della pasta a Foggia con un investimento stimato in cento milioni di euro. Secondo Giovanni Palopoli responsabile delle Operations di Meal Solutions del Gruppo Barilla, “Questo importante piano industriale, dedicato al Sud Italia, conferma il nostro impegno industriale nel Mezzogiorno“. L’idea è creare un polo strategico in grado di migliorare l’efficienza logistica e produttiva del gruppo, elemento ritenuto indispensabile per competere in un mercato sempre più sfidante.

Il progetto di Foggia è presentato come complementare alle cessioni: mentre alcuni siti vengono riallocati sotto nuove proprietà con contratti di fornitura pluriennali, il gruppo concentra investimenti per creare un hub produttivo integrato e tecnologicamente avanzato che supporti la produzione complessiva del gruppo nel Mezzogiorno. Anche qui la condizione posta rimane la tutela della continuità produttiva e la salvaguardia delle persone interessate dalle operazioni.

Nel complesso, le operazioni in corso rappresentano una ristrutturazione strategica dell’assetto industriale di Barilla nel Sud Italia, che mette sul tavolo sia opportunità d’investimento sia tensioni sociali, fino a quando non saranno chiariti tempi e garanzie per i lavoratori coinvolti.

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