La mattina del 25 Giugno 2026 l’ufficiale giudiziario si è presentato alla piscina comunale Gualandi (Ortignola) per dare esecuzione alla sentenza di aprile della Corte d’Appello: l’affittuaria Deai Srl deve riconsegnare l’impianto al concessionario Ortignola Srl. La restituzione avviene dopo che la Corte d’Appello ha respinto, con provvedimento del 23 giugno la richiesta di sospensione avanzata da Deai in attesa del ricorso in Cassazione.
Motivi giudiziari e posizioni delle parti
Il punto centrale che ha condotto alla decisione è la mancata corresponsione dei canoni d’affitto da parte di Deai Srl secondo quanto emergerebbe nelle sentenze. La società riconducibile a Paola Lanzon contesta però lo stato dell’impianto, parlando di presunti vizi costruttivi che le avrebbero arrecato danni per oltre 3 milioni di euro; tali pretese sono ancora al vaglio di contenziosi separati. Nel provvedimento del 23 giugno la Corte ha ritenuto che l’esecuzione non causi a Deai un danno grave e irreparabile osservando che una eventuale restituzione della gestione potrebbe essere disposta in caso di esito favorevole in Cassazione o compensata economicamente.
Il ricorso e le scadenze legali
La vicenda è proseguita dopo l’atto di precetto emesso da Ortignola Srl il 27 aprile che fissava un termine di dieci giorni per il rilascio dell’impianto a seguito della conferma in appello della sentenza di primo grado. Nonostante ciò, Deai ha presentato istanze per ottenere la sospensione dell’esecutività della sentenza e ha avviato azioni giudiziarie complementari nei confronti di Ortignola Srl, Comune di Imola e Cims riguardo ai presunti difetti della struttura.
Conseguenze immediate per utenti, lavoratori e istituzioni
Da oggi l’impianto è chiuso e tutte le attività programmate sono sospese, compresi abbonamenti, corsi e campi estivi ai quali famiglie avevano già iscritto i figli. In una comunicazione indirizzata agli utenti, la presidente di Deai, Paola Lanzon aveva scritto che “non potendo garantire all’utenza la fruizione dell’impianto e, quindi, dei servizi collegati” tutte le attività sarebbero state sospese nella giornata seguente.
Tutela dei lavoratori e ruolo del Comune
La nota del Comune di Imola richiama l’articolo 2112 del Codice civile, che prevede la prosecuzione del rapporto di lavoro in caso di trasferimento d’azienda, e specifica che Ortignola Srl si farà carico degli stipendi arretrati e delle quote di TFR qualora non corrisposte da Deai. L’ente comunale, pur non essendo parte in causa, si è attivato per ottenere garanzie sulla continuità del servizio e ha ricevuto rassicurazioni da Ortignola Srl circa l’impegno a sostenere i costi necessari per ripristinare la piena funzionalità dell’impianto.
Sul fronte politico locale la chiusura ha suscitato critiche e richieste di chiarimenti, con attese sull’effettiva rapidità del ripristino delle attività e sulle modalità di tutela degli utenti che hanno già pagato servizi estivi.
Reazioni delle società sportive e scenari per la riapertura
SportUp la società che coordina le attività sportive nell’impianto, ha espresso preoccupazione per le conseguenze verso cittadini, famiglie e associazioni sportive, sollecitando un intervento rapido da parte della nuova gestione e delle istituzioni competenti per riaprire l’impianto. L’obiettivo dichiarato è che l’impianto torni operativo nel più breve tempo possibile per garantire la continuità del servizio pubblico agli imolesi.
Al momento non sono stati resi pubblici calendari precisi per la riapertura né piani dettagliati di intervento tecnico da parte di Ortignola Srl. Restano attivi i procedimenti giudiziari avviati da Deai relativi ai presunti vizi dell’impianto, distinti dalla causa sulla restituzione della gestione. La situazione rimarrà quindi monitorata nelle prossime settimane dai diversi attori coinvolti: gestore concessionario, personale dipendente, famiglie utenti e amministrazione comunale.
La chiusura improvvisa della piscina comunale ha messo in luce la complessità dei rapporti tra gestione privata e bene pubblico, e l’urgenza di soluzioni che tutelino sia gli utenti sia i lavoratori coinvolti fino alla definizione definitiva delle controversie legali.



