Il martedì 22 settembre 2026, la presidente della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Ferrara, Jessica Morelli ha lanciato un forte allarme sulla situazione energetica delle imprese del territorio. In un intervento pubblico ha sottolineato che l’ondata di rincari non è più una emergenza temporanea ma un fenomeno strutturale che sta intaccando la capacità competitiva delle piccole e medie imprese (PMI). Il messaggio era chiaro: gli costi energetici elevati riducono i margini di profitto e limitano la creazione di ricchezza e occupazione a livello locale.
Morelli ha invitato gli enti locali a prendere coscienza del problema e a collaborare con le istituzioni nazionali per trovare soluzioni durature. Secondo le sue parole, le imprese non possono più assorbire gli aumenti delle tariffe elettriche, poiché questa spesa, una volta incrementata, non mostra segnali di riduzione. Il settore artigiano, in particolare, si trova a dover scegliere tra assorbire i costi o rischiare un calo della redditività, con conseguenze negative sull’intero tessuto economico di Ferrara.
Allarme di Jessica Morelli a Ferrara
Nel contesto della sua dichiarazione, Morelli ha evidenziato come le PMI friulane, venete e dell’Emilia-Romagna, inclusa Ferrara, stiano vivendo un periodo di pressione estrema sul bilancio aziendale. Ha dichiarato: “Le piccole e medie aziende stanno subendo forti rincari delle tariffe energetiche e li stanno subendo ormai da troppo tempo. Non sono più emergenze ma fenomeni strutturali che non accennano a rientrare”. Il suo intervento ha avuto risonanza tra gli associati locali, che condividono la preoccupazione per la sostenibilità a lungo termine delle proprie attività.
Dati dell’indagine Cna Nazionale
Uno studio condotto da Cna Nazionale su un campione rappresentativo di imprese associate ha fornito un quadro numerico senza precedenti. Il 78,2% delle aziende ritiene le tensioni geopolitiche sui mercati energetici una minaccia per la propria attività. Inoltre, il 84% segnala che il costo dell’energia incide in maniera significativa sul loro operato, mentre il 76,5% ha registrato un aumento evidente della spesa energetica negli ultimi sei mesi. Il dato più allarmante riguarda l’86,7% delle imprese, le quali hanno aumentato il livello di allarme negli ultimi dodici mesi, indicando una percezione di costi in continuo aumento senza prospettive di soluzione.
Impatto sui margini di profitto
Il sondaggio mette in luce anche le conseguenze dirette sui risultati economici: il 56,7% delle aziende intervistate denuncia una riduzione sensibile dei margini di guadagno. Le imprese artigiane e le PMI, spesso legate a contratti di fornitura fissi, trovano difficoltà a trasferire gli aumenti di costo ai clienti, siano essi consumatori finali, altre imprese o la grande distribuzione. Questo porta a una compressione dei ricavi, con effetti a catena su competitività, investimenti e potenzialità occupazionali nella provincia di Ferrara.
Richieste alle istituzioni e ruolo degli enti locali
In risposta a questi dati, Cna si prepara a presentare una serie di proposte operative al Governo e al Parlamento. Tra le misure richieste vi è una maggiore trasparenza del mercato l’introduzione di meccanismi per ridurre la volatilità dei prezzi e interventi di natura strutturale, piuttosto che soluzioni episodiche legate a periodi di emergenza. Morelli ha ribadito che, sebbene le amministrazioni comunali abbiano capacità limitate di intervento diretto, esse devono esercitare pressione sulle autorità nazionali insieme alle associazioni imprenditoriali. L’obiettivo è garantire alle PMI locali un contesto economico più stabile, capace di preservare i margini di guadagno e di sostenere la crescita occupazionale nel territorio.



