Il marchio S.P.A.L. e sei marchi collegati sono tornati nella disponibilità del Comune di Ferrara dopo l’esito dell’asta svolta presso l’Istituto Vendite Giudiziarie in via del Lavoro. L’aggiudicazione è avvenuta per 395mila euro cifra finale raggiunta senza l’emergere di offerte concorrenti, in una procedura legata alla fase di liquidazione giudiziale che ha interessato i beni della società calcistica.
Questa acquisizione segue un percorso amministrativo e civico che ha avuto tappe precise: dalla manifestazione d’interesse del Comune del 16 giugno alla delibera comunale adottata il 23 giugno del 2026 che ha autorizzato la partecipazione all’asta con una base fissata a 702.200 euro e un’offerta minima di 526.650 euro. Già in l’amministrazione aveva avviato un confronto con la tifoseria per definire modalità di tutela del marchio, mentre nel giugno 2026 centinaia di tifosi avevano consegnato al sindaco un documento a sostegno di una gestione pubblica del patrimonio identitario.
Asta e beni acquisiti: cosa è entrato nelle casse del Comune
All’esito dell’asta, oltre al nome storico S.P.A.L. sono stati riacquistati lo stemma tradizionale il celebre “Ovetto” e le varie declinazioni del marchio che identificano la squadra. L’operazione completa quanto già ottenuto dal Comune in aprile scorso quando per 69.500 euro erano stati acquisiti i beni mobili e le dotazioni sportive dello Stadio Paolo Mazza nonché i marchi “Stadio Paolo Mazza”“Accademia S.P.A.L.” e “S.P.A.L. Foundation” comprensivi del diritto di partecipazione alla fondazione. L’acquisto odierno consolida quindi un pacchetto di segni identitari ritenuti fondamentali per la città.
Luogo e modalità dell’aggiudicazione
L’aggiudicazione si è svolta presso l’Istituto Vendite Giudiziarie in via del Lavoro. Non essendosi presentati altri offerenti, il prezzo è sceso progressivamente rispetto alla base d’asta fino alla somma offerta dal Comune. Il curatore della procedura ha seguito le regole previste per il massimo realizzo dei creditori, mentre l’amministrazione comunale ha rispettato il percorso deliberativo che ha autorizzato la partecipazione all’asta e la formulazione di eventuali rilanci.
Motivazioni, implicazioni giuridiche e prospettive per la gestione del marchio
La scelta dell’amministrazione è stata motivata dalla volontà di tutelare un patrimonio identitario considerato «profondamente legato alla città». Il sindaco Alan Fabbri ha sintetizzato il senso dell’operazione con la frase: “Oggi è un giorno che Ferrara aspettava da tempo” rimarcando l’intento di evitare che nome, colori e simboli finissero in mani estranee al territorio. L’atto di acquisto è stato pensato non come un investimento fine a se stesso, ma come un elemento che possa favorire il futuro calcistico della comunità.
Sul piano amministrativo e giuridico, la delibera che ha autorizzato la partecipazione all’asta richiama strumenti programmatori come le Linee programmatiche del mandato 2026-e il documento unico di programmazione 2026-, citando in particolare il progetto operativo denominato “Ferrara Città dello Sport”. L’ipotesi operativa più probabile prevede che il Comune trasferisca il marchio alla S.P.A.L. Foundation già acquisita, che a sua volta potrebbe concederlo all’attività calcistica cittadina, attualmente svolta con la denominazione Ars et Labor Ferrara.
Contesto della crisi societaria e conseguenze per il nome
La vicenda trae origine dalla crisi della gestione statunitense guidata da Joe Tacopina dalla mancata iscrizione al campionato di Serie C e dalla procedura fallimentare trasformata poi in liquidazione giudiziale. La nuova compagine calcistica è ripartita dall’Eccellenza con la denominazione Ars et Labor Ferrara mentre il marchio storico è confluito nella procedura che ne ha disposto la vendita all’asta. Sul fronte delle proprietà, nella stessa giornata dell’asta era previsto un passaggio di titolarità nell’asset societario che ha visto la transizione tra gruppi stranieri, ma il marchio è rimasto fuori da quella dinamica e ora è sotto il controllo comunale.
L’operazione chiusa con l’aggiudicazione a 395mila euro segna la conclusione di una fase e apre la strada a una gestione pubblica dei simboli della squadra, con l’obiettivo dichiarato di mantenerli ancorati alla città e al futuro sportivo di Ferrara.



