Il Comune di Riccione ha deciso di agire legalmente contro i responsabili di un video pubblicato su TikTok dal profilo Legaofficial che ha scatenato una bufera di polemiche. Il filmato, diffuso il 6 agosto mostra immagini di Ceuta presentate come una spiaggia di Riccione, con una scritta che allude a uno scenario futuro in cui Matteo Salvini non è più ministro dell’Interno.
La sindaca Daniela Angelini ha definito il video un atto di irresponsabilità politica e istituzionale decidendo di querelare per diffamazione aggravata e chiedere un risarcimento da un milione di euro per il danno d’immagine alla città.
Il video controverso e la reazione del Comune
Il video, visto oltre 500mila volte è stato pubblicato da un account verificato con oltre 200mila follower e grafiche identiche a quelle ufficiali del Partito della Lega. La sindaca Angelini ha immediatamente richiesto la rimozione del contenuto e le scuse di Matteo Salvini, qualora l’account fosse riconducibile al partito.
Il Comune di Riccione ha affidato il caso all’Avvocatura comunale che ha presentato una denuncia-querela per diffamazione aggravata a mezzo social. Contestualmente, è stata avviata un’azione civile per il risarcimento del danno all’immagine e al brand turistico della città.
La polemica politica e le dichiarazioni degli esponenti
La vicenda ha coinvolto anche il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare definendo il video una propaganda razzista. Il deputato leghista Jacopo Morrone, invece, ha liquidato il contenuto come una semplice provocazione e un meme sull’immigrazione.
Il Comune di Riccione ha respinto con fermezza questa interpretazione, sottolineando che il video ha infangato il nome della comunità e danneggiato l’immagine di una città nota per la sua tradizione di accoglienza e inclusione.
Il risarcimento e la destinazione dei fondi
La sindaca Angelini ha chiarito che, qualora il Tribunale riconosca la bontà delle richieste del Comune, l’intero importo del risarcimento sarà destinato al fondo comunale per il sostegno al pagamento degli affitti delle famiglie in difficoltà economica. Un gesto concreto per trasformare un episodio divisivo in un aiuto per la comunità.
“Riccione non è la scenografia di una propaganda d’odio né il teatro per le provocazioni di alcuno”, ha dichiarato Angelini. “Chi lede quest’immagine deve assumerne la responsabilità anche in sede legale.”



